27 giugno 2009

Ho scritto questa cosa a una persona, qualche settimana fa. Oggi mi ha detto che se l'è scritta sul suo quaderno e se la rilegge, ogni tanto. Così io la scrivo qui.

"Non credo al caso, né al destino. ma ai percorsi sì.
Li vedo continuamente e li attraverso come rotaie tra l'erba. I percorsi sì, di tutti, di tutto, invisibili e invadenti.

Siamo sempre tutti avvolti dal nostro modo di vedere gli altri e le cose, e ci affanniamo a confrontare le visioni l'un con l'altro. Dovremmo invece tenerci la nostra, accettare l'indecifrabilità di quella d'altri, goderci il viaggio. Magari le rotaie s'incrociano"

3 commenti:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=zhcR1ZS2hVo

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  2. Chi sei, anonimo che mi dedichi Beethoven?

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  3. Odi et amo. Quare id faciam fortasse requiris.
    Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

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