13 febbraio 2011

L'orizzonte e il futuro (ovvero: inutilità della domenica mattina)

Larry Charles
L'orizzonte è il punto più lontano che raggiungono i nostri occhi.
Si potrebbe pensare sia come il futuro prossimo, quello che, più che essere immaginato, ci aspettiamo che accada, perchè è il naturale e probabile sviluppo degli eventi a partire da ciò che è il presente.

Se il tempo fosse matematica, il presente potrebbe sembrare un'equazione e il futuro prossimo semplicemente lo sviluppo della stessa.

Se il tempo fosse una strada, il presente potrebbe sembrare la partenza, e il futuro prossimo il semplice svolgersi di una strada più o meno rettilinea, che arriva all'orizzonte.

Ma, così come la matematica presenta alcuni problemi paradossalmente irrisolvibili, così come le strade presentano curve a gomito, lavori in corso e pedaggi da pagare, così l'orizzonte che il nostro sguardo riesce a raggiungere è fallace.
Si sposta nel nostro avanzare, cambia angolazione con il nostro cambiamento. Tale e quale le miliardi di possibilità del futuro.

Oppure non è vero. Il futuro che abbiamo davanti è scritto. Allora l'orizzonte che vediamo non cambia con il nostro cambiamento, ma è solo una linea di pennarello tirata da qualcuno su una velina ad una giusta distanza da noi, affinchè non percepiamo la velina, il pennarello, e ci rimanga solo l'illusione di un cammino da noi scelto.

4 commenti:

  1. http://dl3mashael.blogspot.com/2011/02/concept-of-god.html

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  2. Ci sono troppo pochi commenti in questo blog e non è sicuramente per mancanza di visite o inutilità delle letture. Credo l'opposto, Carosella, credo che più di qualcuno si fermi a pensare e si dimentichi di scrivere. Come spesso succede a me!

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  3. Lanottedeiperchè13 febbraio 2011 16:47

    Concordo con Luca.

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  4. Insomma, anche il futuro non è più quello di una volta, il presente lasciamo perdere,il passato è,ovviamente,passato ( prossimo/ remoto).
    Ci rimane l' imperfetto, il tempo del rimpianto,dell' amore che non c'è più ,della sua voce che ancora ti manca, dei ricordi ancora vivi, di quello che potevi fare, volevi fare,ma...

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