22 aprile 2012

vorrei dirti delle foglie dell'amore

Oggi torno qui per dire ad un uomo che vorrei vederlo felice.
Certo, vicino a me (per guardarlo meglio). Ma piuttosto senza me , che non libero, allegro, leggero, come quella piccola luce che ogni tanto appare nei suoi occhi. Che dovremmo avere tutti.

La vita non è quella che potrebbe essere, ma quella che è.
La saggezza dell'età assomiglia al realismo, che a sua volta odora di rassegnazione.
Certo, in ogni scelta c'è un'ombra, e spesso, lo so bene, una risata di pochi secondi di un nostro bambino ci rimette in pari con tutto. Come una bilancia assolutamente imparziale, con masse informi di carichi su un piatto e un granello d'oro di bimbo sull'altro.
La vita è così che ogni tanto prova a rimetterci in carreggiata.
La vita è questa. Vedere lucidamente quello che si ha davanti.
Non per questo però ingrigirlo di rancori o livide invidie.
Ne' di distacchi da volpe e uva, o sminuiti slanci del cuore.
La lucidità serva certo ad accettare la realtà, ombrosa e amara in parte, sgusciante, viva e audace dall'altra.

Così è che mi rendo conto.

Così è che grattare con le unghie una briciola in più non ha senso, lo sappiamo che quando è il momento di gustare un dolce boccone del paradiso, il momento è arrivato da solo, fluidamente.
Così è.
Che la tristezza di aprire le mani è pari alla consapevolezza e al coraggio di parlare di amore.

Perché quando non si è più tanto giovani si acquisisce nei confronti del parlare d'amore ( quando se ne parla profondamente) una specie di timore, un pudore strano. Come se pronunciandolo si scalfisse, o come se non si osasse nominarlo perché l'amore è quello unico e grande delle grandi scelte. O come se dire ti amo, ci legasse e ci impegnasse a qualche cosa che non sappiamo neppure. Ma nel dubbio, meglio lasciarlo nell'aria.

Non è vero, per me.
Per me l'amore è tanti amori, ed è un unico amore e fluttua e si sparge in mille forme. Che ci spiazza il respiro a 20 anni, che diventa progetto a 30,  poi si ritrasforma, e ri cambia, cambia forma e soggetto, cambia intensità e acutezza. S'intenerisce a volte, si appassiona in altre. Si veste d'impegno, ahimè trasformandosi così spesso poi,  in altro. Per poi rinascere in un desiderio viscerale che ci strappa i pensieri dalla strada scelta.
L'amore per me, non ha limiti e ne costruisce tantissimi, libera l'anima e incatena.
Giace in un abbraccio di consolazione, e germoglia in un bacio che scalda il petto.

Così è.
Che non c'è un amore vero o un amore finto. Che non c'è un amore legittimo o uno proibito. Che non ce n'è uno a dispetto di un altro. Che la grandezza dell'amore è quella di spargersi come l'acqua nella terra. Beati quelli che non lo temono, che lo sanno dire, che posso o scivolarci sopra come su un'onda senza paura e godono dell'attimo fluido in cui esce un ti amo.
Che vuol dire tanto, nulla e tutto.
Vuol dire Presente, Vita, Esserci, Dare, Sentire calore e Libertà e Struggimento. Strette al cuore e mani che stringono. E che poi sanno, nell'amore, lasciar andare.

Chi ama lo dica, per favore!
Chi ama poco, lo dica. Chi ama tanto lo dica. L'amore non se ne fa niente di misure. Dove s'accende, c'è. E basta. E tutto il resto continua come doveva continuare. Non si brucia, ne' si impegna. Non si cristallizza ne' si distrugge.
Dove è germogliata una fogliolina d'amore, li c'è. E' nata. Riscalda e commuove. Nessuna paura.
E' solo, quella che è. Una fogliolina d'amore.


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