23 novembre 2010

interamente o no

"Interamente non ci comprenderemo mai, ma potremo assai più che comprenderci". (Novalis, "Frammenti")

14 novembre 2010

dio sono io

Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell’erba; e poco lontana mi sento
dall’essere morta.
Ma tutto si può sopportare…
(Saffo)

Rovesciamo og
ni poesia d'amore. Ogni preghiera. Leggiamo nuovamente. Togliamo l'oggetto dell'amore esterno e poniamo lì noi stessi.

Io sarò salva dagli struggimenti d'amore quando sentirò quell'oggetto simile a un dio completamente sovrapporsi a mio essere. Necessario amarsi profondamente, innamorarsi e poi conoscerci, ridere di se e sgridarsi, insegnare a se stessi e sentirsi pieni, un'unica entità, amata e amante.

Lì, nell' esterno che diventa interno, nel tutto e nell'uno, nell'amarsi e nell'amare, lì ci sono gli d
ei, il dio, le foglie, le cellule e l'universo, il patimento, la gioia, il pane e la vittoria.


8 novembre 2010

La mano è felice oggi











La mano è felice oggi.
Un fare niente la riempie
di pace vegetale. Sono come
in attesa. Sono un animale
che ozia, che riposa nella sua buccia
un frutto appeso al ramo
nella maturazione.
Sono un pugno di ghiaia
del vialetto. Una sterpaglia secca
in una attesa indifferente d'acque.
E così pacificata e illesa
ancora incolume alla vita
deposta ogni pretesa, senza dolore oggi
porto il mio colore rosa
come bandiera
niente altro che uno stare quieti
in attesa. Niente altro che questo
qui e ora.

Mariangela Gualtieri

6 novembre 2010

Perché il cielo è blu? Perché il sole e giallo?

Please abbiate pazienza! non c'entra niente con il mio blog, lo so, ma io lo pubblico lo stesso. Mi interessa, mi piace come è spiegato, me lo sono chiesto molte volte e molte volte l'ho dovuto spiegare io in modo assurdo, ai miei figli. Quindi...io lo posto!


"Molto concisamente possiamo dire che il colore azzurro del cielo e il colore giallo del Sole a mezzogiorno ( rosso al tramonto) sono dovuti all’interazione della luce proveniente dal Sole con l’atmosfera del nostro pianeta. La luce del Sole è, come sappiamo, costituita dalla sovrapposizione di onde elettromagnetiche di diversa lunghezza Il Sole è un corpo molto caldo, la sua temperatura superficiale è approssimativamente di 5700 gradi nella scala assoluta delle temperature che prende il nome da Lord Kelvin .Il Sole emette luce ( cioè onde elettromagnetiche ) di varie lunghezza d’onda. I nostri occhi sono sensibili solo ad una parte delle onde elettromagnetiche emesse dal Sole. La luce visibile, quella che i nostri occhi percepiscono, varia da una lunghezza d’onda da 320 nm a 720 nm. Il simbolo nm è la sigla che indica una unità di misura della lunghezza:il nanomentro. Un nanometro = 10-9 metri corrisponde a miliardesimo di metro. La radiazione di lunghezza d’onda più piccola dello spettro visibile (380nm) è quella che i nostri occhi percepiscono di colore viola, quella all’estremità opposta dello spettrovisibile (720nm) è invece da noi percepita con colore rosso. Dal viola si arriva al rosso passando per il blu, il verde, il giallo e l’arancio . Il nostro apparato visivo ha tre ricettori nella retina sensibili principalmente alle lunghezze d’onda corrispondentirosso al verde e al blu. La luce solare fu per la prima volta scomposta da Newton in un suo famoso esperimento con il prisma . A questa scomposizione ognuno di noi ha assistito, quando ci è capitato di osservare nel cielo un arcobaleno .

Ma torniamo al colore del cielo. Nello spazio interplanetario, non c’é “cielo” o almeno non c’e’ un cielo azzurro. Basta richiamare alla mente le scene di film come Odissea nello spazio o Guerre Stellari. Lo spazio è assolutamente nero. Le stelle sono sempre visibili. Il Sole (il nostro sole) è sempre assolutamente bianco. Perché? Perché lo spazio è vuoto e nulla diffonde o scompone la luce solare.

Come mai dunque osserviamo il colore azzurro quando dalla Terra alziamo gli occhi verso il cielo? E’ l’atmosfera terrestre che fa azzurro il cielo. Se non ci fosse l’atmosfera vedremmo il cielo sopra di noi – come nello spazio – assolutamente nero. L’atmosfera terrestre è composta essenzialmente dai gas di azoto ed ossigeno in percentuali rispettivamente del 78% e del 21% Il restante 1% e’ composto da argon, acqua (nelle varie forme: gassosa (vapore), liquida (goccioline) e solida (cristalli)) e - negli stati più bassi dell’atmosfera -da polveri, ceneri e sali. La luce emessa dal Sole interagendo con i componenti della atmosfera può essere assorbita o diffusa.La diffusione della luce sui vari elementi presenti nei differenti strati dell’atmosfera, dipende sia dalle dimensioni dell’oggetto colpito,che dalla lunghezza d’onda della luce medesima. Le particelle solide e le gocce d’acqua hanno dimensioni maggiori della lunghezza d’onda della luce, e quindi la riflettono in tutte le direzioni (indipendentemente dalla lunghezza d’onda). La luce bianca del sole in questo caso è diffusa senza essere scomposta: ecco perché le nuvole ci appaiono bianche! Le molecole dei gas (azoto e ossigeno), hanno dimensioni confrontabili con quelle delle lunghezze d’onda della luce. In questo caso la diffusione della luce è fortemente dipendente della sua lunghezza d’onda. La luce di maggiore lunghezza d’onda (rossa arancione e gialla ) riesce a superare questi minuscoli ostacoli e prosegue nella sua traiettoria rettilinea. La luce blu invece, che ha una lunghezza d’onda più piccola, viene diffusa in tutte le direzioni. Dopo una serie di diffusioni tutta la luce blu è diffusa. La luce azzurra è dunque in tutte le direzioni e oscura le stelle. Questo processo avviene negli stati più alti dell’atmosfera. In una giornata senza nubi quindi, in qualunque direzione volgiamo il nostro sguardo, la luce blu diffusa dai gas in alta atmosfera raggiunge i nostri occhi. Questo spiega il perché il cielo ci appare azzurro. Per questa stessa ragione la luce proveniente direttamente dal Sole diviene più gialla.

E’ sempre il processo di diffusione che spiega anche perché, al tramonto, l’orizzonte si colora di rosso. Al tramonto i raggi solari sono radenti gli strati dell’atmosfera. La luce blu viene diffusa dai gas presenti negli strati più alti. La luce radente attraversa un grande spessore di atmosfera e solo la luce rossa penetra fino a raggiungere gli stati dove viene parzialmente diffusa dalle particelle solide presenti a queste altezze colorando quindi il cielo e le nubi, nella direzione del Sole, di arancio, rosso e talvolta viola. Anche il Sole appare rosso e non più giallo poiché appunto solo la luce rossa riesce a penetrare e raggiungere il nostro occhio."

The Police | synchronicity | coincidenze


...A connecting principle
Linked to the invisible
Almost imperceptible
Something inexpressible
Science insusceptible
Logic so inflexible
Causally connectible
Yet nothing is invincible ...


La sincronicità è un termine introdotto da Carl Jung nel 1950 per descrivere una connessione fra eventi, psichici o oggettivi, che avvengono in modo sincrono, cioè nello stesso tempo, e tra i quali non vi è una relazione di causa-effetto ma una evidente comunanza di significato. La sincronicità è relativa quindi alle "coincidenze significative".

Io ci credo.

5 novembre 2010

Verifica d'orgasmo: 4+

"Gli uomini sono convinti di essere molto più bravi a letto di quanto, in realtà, lo siano e la confermaarriva dai risultati del National Survey of Sexual Health and Behaviour condotto dall'Indiana University Center for Sexual Health Promotion e pubblicato in un'edizione speciale del Sexual Journal of Medicine, che ha evidenziato come esista una sorta di "orgasm gap" fra uomini e donne, con i primi più preoccupati di compiacere se stessi che di soddisfare realmente le seconde. E in questo caso i numeri sono a dir poco impietosi, con l'85% dei maschi che si è detto "assolutamente certo" di aver procurato l'orgasmo all'ultima partner con cui ha fatto sesso, salvo poi scoprire che solo il 64% di queste lo aveva effettivamente raggiunto. "
Bene. Questo, se lo dicono i giornali, come abbiamo imparato (si, è sarcasmo) , è un fatto.
Adesso la mia questione. Ho conosciuto un uomo un tempo, che mi assicurava di poter fingere l'orgasmo, con annessi e connessi. E che avrebbe potuto "imbrogliare" qualsiasi donna che, nel momento clou, non fosse andata lì con una torcia a esaminare il fattaccio da un punto di vista "tecnico". Alla mia domanda, alquanto dubbiosa lo ammetto, sul perchè si desse da fare in tali frangenti di teatro, la risposta fu: semplice, mia cara, per lusingare la donna, per farla sentire talmente regina dei miei sensi e desiderabile da farle credere che, dopo un primo exploit, sono pronto, senza soluzione di continuità, a ripetere la magica esperienza, per donarle altri brividi e gemiti di piacere. Per farle credere di essere un macho a oltranza, per renderla incredula di fronte alla mia potenza virile.
Un giorno conobbi una delle sue fidanzate storiche. La storia con lui era finita da un pò di tempo ed entrambe lo avevamo perso di vista. Quando le chiesi come mai era finita, se ci fossero incomprensioni, o tradimenti, o cosa, lei ricordo che sorrise, quasi intenerita. "No, nessuna incomprensione o tradimento, no no, erano difficoltà... a livello sessuale. Insisteva per fare l'amore in un modo "originale". Durante l'atto, a distanza di uno, max due minuti, iniziava ad ansimare forsennatamente, urlare e grugnire, per poi crollarmi addosso con sorriso stranamente sornione. Dopodichè si tirava su con una strana espressione eroica e andava avanti un altro minuto. Per poi ricominciare le urla.
Ogni volta era la stessa cosa. Dopo 4/5 minuti, per interrompere quella scena stressante, gli dicevo che era stato grande e che non mi ero mai sentita così appagata....Però gli ho voluto bene".

Uomini, donne... ebbbaaasta!

nausea


sono strisce sfocate
i motori soffocati da strade lontane
nel buio denso come china antica

il tempo che salva
sempre
non contiene quel mare di onde
nauseanti

è colerica questa assenza.




(foto di Sarah Moon)

2 novembre 2010

file di giorni, il cammino

Di tutti i miei rimpianti

morire lontani

è pari di dolore

al vivere

distanti, tu e io.


File di giorni a perle nere

scorrono dal collo

arrestandosi sulla terra

senza te

e non rimbalzano

ma giacciono

sparpargliate

in attesa di niente.


Ombra a raggiera

è direzione confusa

centra solo me,

come nucleo di presenza

priva dei tuoi giudizi.

Perchè non libro ariosa

nè scivolo nuda?


Che dei rimpianti che conosco

morire senza le nostre mani

unite inutile, e

l’andare solitario è vittorioso,

ma affollato di ferite l’incedere,

distante da te.