6 febbraio 2010

maledetto vizio di versi

Si, devo controllarmi.
Non posso prendere la piega di postare poesie se no prendo il vizio. Ma questa... questa non posso resisterle. Ci sono io, spiacciacata nel mezzo, dissolta tra le righe. Ci sono io tutta intera. E' al grandezza dei grandi questa, parlare all'essere umano, abitarlo di alte emozioni fatte di parole o colori o suoni, dare il volo alla sua anima.
Da domani smetto. Lo giuro.













Girerò per le strade finché non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto, mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna il mattino.

Sono lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade,
ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
e specchiarmi in vetrine. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di essere io che passavo - una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni:
ora è come quel pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori. I colori non piangono,
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuna uscirà per la strada,
ogni corpo un colore - perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò d'esser io: gettando un'occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino,
uscirò per le strade cercando i colori.

(Cesare Pavese)

5 febbraio 2010

Indecente



E allora mi sono guardato negli occhi.
Raramente ci si guarda,
con se stessi,
negli occhi,
e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo.

Dicono che,
immergendosi allo specchio nei propri occhi
– con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono –
si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l'ultimo Altro,
anzi l'unico e vero Sestesso,
il centro di ogni esistenza e della nostra,
insomma quel punto che avrebbe nome Dio.

Invece,
nello stagno acquoso dei miei occhi,
io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me.
Sempre il medesimo,
con la sua domanda d'amore ormai scaduta e inservibile,
ma ostinata fino all'indecenza.

[ Elsa Morante - Aracoeli ]

4 febbraio 2010

Momenti da infilare








Mi dicono che la vita è fatta di momenti, non di grandi sogni. Non ho scampo, devo accettarlo. Per me, guerriera delle cause perse (mi sembra un verso di Guccini, o forse lo è...?), sognatrice a piedi scalzi, amazzone delle imprese passionali, è un pò come rassegnarmi. Via la bandiera da condottiera che mi sventolo davanti, facendo galoppare me stessa verso un futuro ideale, via film inventati a lieto fine che mi fanno compagnia la sera prima di dormire, grandi case assolate con i cani che corrono in giardino, bambini, l'amore romantico che si aspettava per anni, lettere d'amore da stringere al petto, lacrime di gioia e valige sempre in divenire per viaggi alla scoperta del mondo. Puf. Da ora mi immagino perline, una dietro l'altra, alcune scure, opache, alcune brillanti. Si, certo, è la visione matura. Certo, ho più di 40 anni, mi sembra il minimo, appoggiare i piedi per terra. E poi, guardati (mi dico), non è che la tua vita testimoni il contrario. Sei più affannata che altro, sulla fronte solchi di ore (non momenti) corrucciate, non vanno più via. Passano gli anni, la schiena duole, e le creme di sul lavandino stanno passando da idratanti a antiage. Quindi, hey, Sandrina s v e g l i a t i !

Va bene, ci provo! va bene! ho detto che ci provo!

Considerato che la vita è fatta di momenti quindi, se sarà piena zeppa di momenti/doveri (che spesso sono perline grigette), voglio concentrarmi almeno sul concedermi tutti i momenti/piaceri che posso. Insomma almeno questo, me lo lasceranno? A questo punto mi rimane che fare un piccolo elenco di quelli che per me sono momenti piaceri, naturalmente ognuno ha i suoi.

(Rifletto).

Dovrò fare una selezione, naturalmente.
A tutti piace il primo bacio di un amore, guidare un auto nuova, ottenere l'agognata gratifica sul lavoro o l'approvazione di un progetto, come a tutti piace trovare un parcheggio nell'ora di punta. Ma non si possono elencare cose che dipendono dal "fattore C" (C.u.l.o.) o completamente da altri, almeno credo. Eccola quindi, la prima selezione di momenti/piaceri, ancora calda da forno, sulla quale mi devo concentrare:

baci (non è una lista meritocratica, ma si, solo in questo caso, c'è un primo posto)
istanti in cui mi guardo intorno in luoghi che non ho mai visto
minuti di carezze prolungate sulla pelle
momenti di progetti con persone alle quali sono legata (di vario tipo)
attimi di vero contatto con la natura
momenti di vicinanza fisica con animali
secondi in cui fotografo con gli occhi, prima ancora che con la nikon
minuti in cui faccio l'amore
minuti in cui rido
minuti in cui parto verso qualche luogo
minuti in cui scrivo

Per ora basta, ne ho da riempire pagine e pagine, ma volevo solo dare un esempio. Ora l'operazione è la seguente, muovermi per far si che si realizzino questi momenti/piaceri /perline. Ok. Ho quasi capito.

E facciamola sta collanina colorata!

3 febbraio 2010

Il mio disordine


Sento il tuo disordine

e lo comparo al mio. C’è

somiglianza. C’è lo stesso slabbro

di ferite identiche. C’è tutta la voglia

di un passo largo in una terra

sgombra che non troviamo.

Sento il tuo respiro schiacciato

lo sento somigliante

ti sento piano morire

come me che non controllo

l’accensione del sangue.



Anch’io cerco una libertà che mi

sbandieri, una falcata

perfetta, uno stacco d’uccello

dal suo ramo, quando si butta

improvviso e poi plana.

(poesia di Mariangela Gualtieri, foto "Volo a terra", particolare. Originale qui)

2 febbraio 2010

L'arte di prendersi cura di sè

Nei momenti di travaglio (interiore, non del parto), in cui non sai se sei tu che sei a testa in giù o sono tutti gli altri capovolti. Nei momenti in cui ti stai davvero sulle palle per quanto riesci a essere pesante, nei momenti in cui non ne puoi più di tutto

non disperare!

ma leggi:
L'arte di prendersi cura di se
di Jennifer Louden edito in Italia, da Tea.



Dunque, trattasi di manuale da disperate. Non necessariamente casalinghe, più probabilmente stressate croniche, con figli, lavoro, probabilmente no uomo in casa, mutui si però. Qualche gatto, forse un cane in affidamento temporaneo. Un lavoro un pò nevro, con probabile capoufficio con mano morta.
Dunque. Non evidenzio in che percentuale mi riconosco nel target di questo volumetto. Ma sottolineo solo che mi può vagamente interessare.
Insomma, l'ho trovato in libreria e ora leggo la prima parte, ovvero SE sono in target. Cioè SE sono una donna che necessità di cure supplementari urgenti suggerite da Jennifer Louden. Una serie di domande che invito tutte a spuntare con matitina, per scoprire la vera bisognosa che c'è in noi. Comincio.

Il titolo del capitoletto è (cito) CONTROLLA LE TUE ESIGENZE PRIMARIE
Lista di controllo

Le risposte a questa lista di domande ti aiuteranno a fornirti un quadro del tuo stile di vita. Spunta le esigenze che soddisfi con regolarità:
- Dormi sei/otto ore per notte?
- Mangi ogni giorno frutta o verdura fresche?
- Riesci ogni tanto ad osservare la natura che ti circonda?
- Trovi un pò di tempo epr goderti la luce del sole, specie in inverno?
- Bevi acqua a sufficienza?
- Vai dal ginecologo alemno uan volta all'anno?
- E dal dentista ogni sei mesi?
- Conosci il tu corpo e le sue necessità?
- Hai rapporti sessuali regolari e appaganti?
- Pensi di divertirti abbastanza?
- Ricevi abbracci e carezze in quantità sufficiente?
- Hai amici a cui telefonare se ti senti giù di corda? amici che ti ascoltino con partecipazione?
- Sai a chi chiedere aiuto in un momento del bisogno?
- Sei capace di cacciare fuori tutte le eomzioni negative?
- Riesci a perdonarti quando cmmetti un errore?
- Ogni tanto ti dedichi ad attività che ti riempiano di gioia e soddisfazione?
- Ti concedi di tanto in tanto il piacere di ammirare la bellezza in tutte le sue forme e di farla entrare nella tusa vita?
- Riesci a ritagliarti spazio per stare sola cont e stessa?
- nutri il tuo spirito ogni giorno?
- Ricordi l'ultima volta che hai riso fino alle lacrime?
- Ti accetti per ciò che realmente sei?


alla fine della pagina ci sta scritto, in piccolo:
Queste domande non hanno lo scopo di procurarti un senso di colpa, ma solo di farti rendere conto di quanto tempo effettivamente dedichi a te stessa.

Io nel frattempo mi sono appiattita, come la punta della matita per fare le crocette, che si è consumata.

Il mio viaggio nelle persone




Davanti a me gli ingredienti: una vecchia Nikon D70, un nuovo Nikkor 50 1.8, un cavalletto, un flash.

Per dare un pò di sapore ispirato alcuni libri che fanno da spezie.
"Nature"> di Marco Delogu, un libretto costruito su otto serie di ritratti accumunati da esperienze comuni, fantini, carcerati, scrittori... Un libro che mi è stato regalato un pò di tempo fa ma che non finisco di scoprire.
Poi c'è "At work" di Annie Leibovitz, questo è un librone telato, con le imprese fotografiche che hanno reso quella donna una dea dell'Olimpo fotografico.
Terzo libro sul tavolo, Monika Bulai "Genti di Dio". Viaggio nell'altra Europa". Edito da Frassinelli, è un libro a colori, molto bello, dedicato (come si legge in copertina) ai mondi minori, dal Baltico al Mar Nero. Fotografie inaspettate, fascinosissime, di una donna che viaggia da sola, in tutte le condizioni, senza mezzi, affamata di immagini e atmosfere.

Dentro ho già una prorompente energia di espressione che cerca fessure attraverso le quali uscire e liberarsi. Un desiderio ingombrante di avvicinarmi realmente e profondamente alle persone, al loro sguardo diretto, all'anima che esce da un espressione, senza avere il coraggio di farlo senza un vetro davanti.

Questo il mio zaino, appallottolati tra un oggetto e un altro ci sono timidezza, insicurezza, il carica batterie della Nikon, il telecomando ( rimasuglio omnipresente di un certo narcisismo nascosto).

Parto in questi giorni per il mio viaggio nei volti amici. Persone che amo e che ho amato, persone che ancora non amo e che non amerò mai. Persone che mi attraggono e delle quali ho anche paura. In punta di piedi, io parto.

1 febbraio 2010

Fotografia e meditazione di Diego Mormorio



La fotografia vista come un'estensione e una sublimazione della vista. Gli occhi, l'occhio (del resto è con un occhio solo che si guarda dietro la macchina) è l'origine della conoscenza sia per la tradizione orientale che quella occidentale. Dall'occhio parte il desiderio di conoscenza. La fotografia è l'essenza dell'azione de vedere. E' saper vedere e osservare. E', nel migliore dei momenti, trascendere dalla vista e unire i sensi interiori in quell'unico istante preciso e identico solo a se stesso in cui, trattenendo il fiato, si fa, velocemente o lentamente... clic.

Diego Mormorio scrive questo libro per riflettere sulla relazione tra il fotografare e il meditare. Per riuscire ad andare oltre all'obiettivo e partire ben da più dentro, unendo l'intenzione e la realtà attraverso un susseguirsi di concentrazione e lenti.

Scrive Diego Mormorio "...l'obiettivo di chi pratica la fotografia come meditazione è assai più impegnativo del conseguimento di un risultato esclusivamente estetico. È quello di imparare a guardare e di trovare nell'osservazione la più grande scuola di vita, il nostro principale maestro"


scampato pericolo allagamento

Oggi, dalle 15.30 alle 16.15 circa ora locale, è avvenuta un'esondazione del fiume Ale. Fenomeno naturale a carattere periodico, tipico di periodi invernali con tendenze equatoriali, interessa solitamente zone a rischio slavina come via commerciale. Fortunatamente non ci sono vittime, solo 4 gatti storditi,subito rianimati a suon di Gourmet. Immediati i soccorsi, con kleenex rinforzati, e dosi massicce di After Eight.