27 marzo 2010

Quando muore un Max

Quasi tutti abbiamo avuto un Max, nella vita. Magari si chiamava Freccia ed era il cane meticcio di quando andavi alle elementari, o era Luna la gatta persiana di quando vivevi da sola per la prima volta. Kora, Lilly, Freccia, Luna, Max.
Quandoon passato ho perso il"mio" animale, ho vissuto un dolore profondo (diverso naturalmente da caso a caso), ma po' celato, pudico.

Si, perchè la consapevolezza che sia un animale, "solo" un animale, mi ha sempre stimolato un sorta di pudore anche nel piangere, quasi un senso di colpa verso chi ha dolori più grandi.

Il legame che hanno alcuni animali con noi però realmente profondo, per me assomiglia molto ad un legame spirituale.
Forse proprio perchè loro non parlano e non ragionano come noi, instaurano una comunicazione "altra".
Ad molti umani arroganti, quelli convinti di essere i proprietari della Terra e in fondo gli unici che consapevolmente vivono e hanno tutti i diritti, sembra limitata; io credo invece sia solo diversa. E trasversale.
Estremamente radicata a livelli profondi del nostro essere, e per di più scevra da mille sovrastrutture e legami sociali.
Un dolore vero, forte, profondo. Come vero, forte e profondo era il legame con il nostro animale.


Ecco perchè oggi, che il mio grande amico Max, un gattone europeo di 17 anni, mi ha lasciato, io piango.