31 luglio 2008

Esiste

Ho visto un uomo vecchio immerso fino al petto in una piscina calda che sussurrava all'orecchio di una donna vecchia piena di rughe. Lei ha riso, con un leggero cenno all'indietro della testa che l'ha resa ragazzina per un istante. Lui ha insistito nel segreto, le ha poi preso una mano, incrociando con lei le dita appena sopra il pelo dell'acqua.
Lentamente, in silenzio, con solo le spalle un pò curve, si sono mossi, in una morbida onda circolare, iniziando un movimento di danza e girando lievemente su se stessi.
Mi è apparso di fronte il viso della donna vecchia. Aveva gli occhi chiusi. Sorrideva appena.
L'amore esiste.

21 luglio 2008

Lista di cose che non voglio

Non voglio aspettare sempre
Non voglio mangiare carne
Non voglio provare questa mancanza
Non posso stare così lontana

Yo-Yo

Un giorno sono su, un giorno torno giù. Un giorno sono vicina, un giorno sono così lontana che se qualcuno non mi tiene ho paura di volare via.
Io ce la sto mettendo tutta, ma
davvero,
davvero, è dura.

20 luglio 2008

Cosa vi fa venire in mente?

La foresta brucia...

il leone comanda a tutti gli anomali di fuggire in una certa direzione per salvarsi
poi lui per ultimo abbandona la foresta in fiamme
ed incrocia un colibri' che vola veloce verso il fuoco
con una goccia d'acqua nel becco
"che fai colibri'?"

"faccio la mia parte, leone."

14 luglio 2008

Carosella Cenerella

Mancavano pochi minuti allo scoccare della mezzanotte e Carosella Cenerella era lì, a fianco al principe, aspettando che il grande momento arrivasse. Folla vociante intorno a loro, luci che illuminavano la notte, attesa, sguardi che s'incrociano. Il principe, con occhi dolci di consapevolezza ogni tanto le carezzava la spalla, mentre i secondi passavano, aspettando quello che era il momento da lui più atteso, quello che tempo agognava. Carosella Cenerella stava in silenzio, con i capelli morbidi che le sfioravano il viso e la schiena lasciata nuda come si conviene ad un momento così importante. Il suo principe era lì, e la notte, il calore di luglio, il leggero torpore dato forse dal fatto che dall'emozione non era riusciata a cenare, interpellandosi per ore su dove il suo principe l'avrebbe portata, su cosa le avrebbe potuto dire, in quella notte stellata, forse una dichiarazione, forse un gesto importante.
"Sei con me, allo scoccare di mezzanotte?" le aveva chiesto così, molte ore prima. E lei senza esitazione, prima ancora di chiedere perchè, "si" aveva risposto, sorridendo come una bambina. La fiducia e al curiosità non l'avrebbero mai abbandonata, pensò.
Ora erano lì. Pochi istanti e tutto sarebbe stato chiaro, nel buio della notte.
Ecco, il momento. L'enorme portiere si gira verso di noi, finalmente appoggia la grande mano sulla maniglia e con fare ufficiale, lentamente, per accentuare la specialità dell'evento, si, finalmente, apre la porta.
La vendita dell'iphone è iniziata.

9 luglio 2008

Io oggi mi sento così

Oggi ero in una libreria del centro (Libreria Minerva) a proporre in vendita la mia fantastica pubblicazione turistica (pss, è tutto qui). Ma non ero in giornata, un epso dentro mi rotola su e giù nello stomaco da stamattina. Così sistemate le riviste sul bancone, mi sono messa a gironzolare tra le cattedrali di libri esposti. Dopo pochi minuti il mio sguardo si è appoggiato sulla copertina pulita di questo libro. Preso in mano con piacere, sono arrivata alle prime righe della prima pagina. Sono bastati pochi secondi, solo il tempo di leggere per la prima volta quelle prime righe. Ho chiuso di colpo il libro e sono andata a pagarlo, portandomelo via sottobraccio, gelosamente.
Ora copio queste parole perchè credo che vi faranno capire perchè lo leggo e come mi sento oggi.

"Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle caviglie ma devo tirare, non so perché ma lo devo fare. Lasciamo questo mio primo ricordo così com'è: non mi va di fare supposizioni o d'inventare. Voglio dirvi quello che è stato senza alterare niente."

Io oggi mi sento così.
"La gente si rassegna al mal di piedi, ma la vita ha in serbo di meglio".
from "Me and everyone we know"

Un augurio?

Oggi un dolce amico mi ha dedicato questa poesia.
Si chiama Un amore felice ed è di una donna speciale di nome Wislawa Szymborska.
Forse sentiva l'amarezza che porto dentro in questa giornata che non so cos'ha.
Grazie M.

8 luglio 2008

Amarti o non amarti?

Da qualche giorno sto cambiando idea sull'amore. Mi sa che non voglio essere amata. Se lo sono troppo mi sento troppo idealizzata e perdo interesse. Se lo sono troppo poco, soffro. E poi l'amore è un fuoco che passa, e dopo sono tutti delusi, perchè ognuno in cuor suo spera che duri.
Invece promuovo il bene. Voler bene è meglio. Lo penso da poco. Ma ne percepivo il cambiamento da parecchio. Ora ci sono. Desidero avere vicino un uomo che mi vuole bene. CHE MI VUOLE BENE. Che vuole il mio bene, che è altruista come un amico, che è rilassato come chi non è terrorizzato di perdere e che è sereno come chi non vorrebbe scappare da nessuna parte e al contempo non si strizza le viscere inzuppandole nella gelosia. Gli vorrò bene. Già sorrido al pensarlo. Si, volersi bene, famigliarmente, profondamente. Quel sentimento che ti fa superare le difficoltà, che ti fa ridere dei difetti o semplicemente girarti nel letto e dormire bene lo stesso. Il bene non passa, se non lo deludi. Il bene è una corda grossa che ti salva la vita. Il bene non stressa, ti aiuta, ti dona pace.

7 luglio 2008

Leggo ergo sum

Sono una donna periodica in tutto. A parte in amore che sono una cariatide. Ma questo non c'entra. Dicevo sono periodica in quasi tutto. Anche nella capacità di lettura. Ci sono belle stagioni in cui leggo libri su libri, e altre in cui la pila accanto al letto si alzacome una torre di babele senza speranza, con tutti i titoli che si parlano e gli autori stranieri si gridano: hey, tu, laggiù, si, tu rasoterra, come si sta appoggiati con tutti noi sopra? pesiamo tanto? / e un altro risponde: dici a me? parlate piano voi, sono un delicato libro di poesie... non posso ascoltare tutti i vostri lamenti/In cima che troneggia quello spavaldo: ragazzi che bene si sta quassù, un fresco che non vi dico... peccato che poi Lei di sera mi ci appoggia bicchiere d'acqua sgocciolante e occhiali, che mi sento un pò comodino, più che best seller...

Non voglio divagare cedendo la parola ai libri. Ma voglio fare un giro per la casa, con il mac in mano e elencare qui tutti i libri che sto leggendo. Che sto cercando di leggere:
Si comincia.

Follia di Patrick McGrath, Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer, Poesie
di Patrizia Cavalli, La grammatica di Dio di Stefano Benni, Sillabari di Goffredo PArise, Quando si ama non scende mai la notte di Guillame Musso, Genitori e adolescenti di Michael Carr Gregg, Adolescenza di Francoise Dolto, Poesie di Sylvia Plath, La variante di Luneburg di Paolo Maurensing.

E niente mi ha preso davvero. Non ancora. Certo non è mica colpa degli autori, ho dato la colpa a me, a questo mondo che mi distrae, alla mia incapacità di concentrarmi su oggetti che non si muovono come le figure dei film, ho dato la colpa alle mille cose che devo fare durante il giorno, alla stanchezza della sera, agli impegni, alle copertine non accattivanti. Vigliacca.
Poi credo che che la cosa di cui sono carente maggiormente sia il tempo. Il tempo quello che non ha le porte chiuse strette, quello che non comincia con un: pronti, via! e non finisce con un: ecco fatto! Il tempo diluito che inizia senza iniziare, senza farsi accorgere, con un pò di lieve e deliziosa noia, e finisce con una piena e appagata spossatezza.

Praticamente dovrei avere un'altra vita. Vita da libri.

6 luglio 2008

Tecniche di sopravvivenza creativa domestica

Parola d'ordine per sopravvivere in luglio senza andare in vacanza: unire l'utile al dilettevole. Stirare in luglio può essere tremendo e portare via tutto il sacrosanto sabato pomeriggio che invece avevo voglia di dedicare alla tintarella. Allora scelgo l'ottimizzazione delle energie, mie e solari. Mi metto in terrazza, nuda come mamma m'ha fatta, e stiro. Caldo, è caldo. Ma si prende il sole con la coscienza pulita e a fine giornata, dopo litri di acqua nebulizzata sugli indumenti per inumidirli e sulla pelle per rinfrescarla, ci ritrova con due vantaggi: una pila di abiti stirati perfettamente e con l'abbronzatura caraibica senza striscioline bianche.

5 luglio 2008

La scelta

No, non ci sono venuta ieri, alla festa. Lo so che avevo detto che forse passavo, ma no, non ci sono venuta. Impegni precedenti? si, diciamo così.
Alla fine della vita ci sarà un minuto in cui lo so che avrò una lista di cose non fatte come vanno fatte, una serie di lo sapevo, ma non ho ascoltato. Sarò idealmente lì, con un blocco a quadretti e quella lista, una matita in mano, a spuntare le righe. Sarò piena di tentativi non riusciti, bugie sfuggite al controllo, obiettivi non raggiunti. Ma ci saranno anche goal, traguardi tagliati, sorprese immeritate eppur godute, strade duramente e faticosamente guadagnate.
Chissà perchè si è sempre molto più consapevoli delle fatiche che si fanno per raggiungere una meta che non dei cedimenti.
Pesano sulle spalle sempre molto di più i sacrifici fatti e le scelte nel nome dell'onestà, della trasparenza che non le volte in cui abbiamo chiuso un occhio con noi stessi, come se le concessioni gentilmente offerte da una parte di noi stessi all'altra, fossero debolezze che si fanno poco notare, che passano immediatamente nel momento passato del "non accaduto". Come un cioccolatino divorato di nascosto a noi stessi, quando si è a dieta.
E tu, tu che non mi conosci ancora, h a i c a p i t o ?
Vivi nella mia città, sei un uomo intelligente ma tranquillo, socievole, allegro, romantico, e non vedi l'ora dopo tante storie senza un peso eccessivo, di poterti dedicare ad una donna sola, una Donna Vera. La Donna che forse stai per incontrare, che forse stavi per intravedere ieri sera, tra la gente allegra di quella serata estiva con il bicchiere in mano. Una festa come tante, donne e uomini di un certo livello, piuttosto chic ma informali, di una certa età ma con voglia di ballare. Hai tanta voglia di costruire qualcosa adesso, sei a quel punto della vita in cui i tentativi sono abbastanza, e si vorrebbe fare sul serio. Sogni intorno a lei, certo, ne hai tanti, casa grande dove ospitare gli amici comuni, dove trovare anche pace e solitudine negli spazi individuali, dove piantare un albero, vedere dalla finestra il mare, fare la griglia, un cane che corre intorno, magari un ragazzino che ti tira i pantaloni e ti chiama papà. Ma non pretendi tutto, solo una donna che ti ami davvero, da rispettare e che ti dia serenità e passione, qualche viaggio, qualche progetto in comune, poterci contare, davvero. E poi, insieme, si vedrà. Ti sei vestito sportivo, una maglietta colorata o una camicia bianca fuori dai pantaloni che fa tanto vacanza e alla festa ci sei andato fischiettando, con una certa sensazione leggera e "scesa dentro", come quando ti sembra ti vederti dall'esterno, protagonista di un film che poi non è altro che la tua vita. Appena entrato, un bicchiere di Prosecco fresco e guardavi intorno, visi conosciuti, o mai visti ma non interessanti. Si, qualche bella donna che si tira indietro i capelli sulle spalle, qualche sguardo laterale, ma no, lei non c'è ancora. Aspetti, chiaccherando con amici, hai tempo, la aspetti.

Io proprio nello stesso momento sto guidando lo scooter nella notte calda, ma quanto è evocativo l'odore dell'aria calda di notte, in estate? quante estati racchiude un solo respiro che sa di anguria, di asfalto, di salsedine, di profumo da uomo lontano?
Mentre curvo mi godo la corsa, e l'aria che mi scivola sul mento, ancora pochi minuti e poi mi fermo, parcheggiando vicino ad altri motorini, davanti al Palasport.
Quando un palazzetto o uno stadio ospitano una partita importante, tutt'intorno il tempo si ferma. Qualcuno passeggia lentamente, mani in tasca, un altro appoggiato all'asta della bandiera della Spagna, fuma una sigaretta. Silenzio, quando spengo il motore, e aspetto che la finale di pallavolo Italia Korea, termini.
Tu sei già al secondo Prosecco e guardi la porta ogni volta che suona qualcuno.

Al fischio dell'arbitro, l'inno nazionale, tricolori dipinti sulle guance tese di decine di ragazzine. Italia 3 Korea 1. Un flusso lento, composto e ininterrotto riempie le porte d'uscita di folla. Uomini giovani, commentano, facce soddisfatte, donne e ragazze tirano fuori i telefonini, ridendo con la testa all'indietro, la mia ragazzina, con altre ragazzine, spunta fuori, sorriso da orecchia a orecchia, maglietta della nazionale, adrenalina e euforia negli occhi. Ciao mamma!
Tu alla festa inizi a preoccupare. Non la vedi. Non c'è, il Suo sguardo speciale, il Suo modo di bere, e di guardarti da lontano. Non c'è.

Metto il casco, la mia piccola anche, metto in moto, sale e partiamo mentre con la mano saluta le amiche con una gioia che è felicità e stanchezza e ingenuità che si ha solo a 11 anni.
La città è viva stanotte, le sere calde portano le persone sulle strade, passeggiate rinfrescanti, granite e bar affollati con i tavolini fuori. Lo scooter corre e passiamo con quasi tutti verdi, che sembra di scivolare tra le strade invece che guidare. Potrei portarla a casa, penso, mettermi un paio di sandali col tacco e andare alla festa a farmi corteggiare un pò, a fare un po di conoscenze. Non mi sento sola in assoluto, mi sento sola in senso romantico. Arrivo quasi sotto casa che sto pensando a cosa indossare, si, la metto a letto, tanto c'è suo fratello grande che la guarda, o potrei chiamare il nonno, e chiedergli se sta q casa mia, farlo addormentare sul divano davanti a un Superquark. In fondo una festa così non capita spesso, lo so che lì potrei conoscere e incontrare molte persone, anche dare una svolta inaspettata, anche sfidare il destino. Il cellulare vibra, C. mi scrive: Vieni assolutamente, tanta gente interessante.
Lo rinfilo nella tasca, apro il portone e saliamo le scale.
Ormai ti è cambiato l'umore, un'altra serata mondana di chiacchere sterili e cazzate sull'ultimo film, donne che si strusciano, annoiate dal proprio uomo e ipotesi dell'incontro speciale, sempre più lontana. Lei non appare ancora, quanto tempo ancora devi aspettare che entri da quella porta?

E' tardi, motivo in più per continuare a comportarti bene, mi dico. Faccio un sospiro, il gatto alza la testa e mi guarda, prendo ancora qualche minuto per decidere, vado in bagno a struccarmi. Sciacquandomi gli occhi impiastricciati, alzo il viso allo specchio, mi guardo.
Mi vedo. Devi scegliere. Lo sai. QUESTO è UNO DI QUEI MOMENTI.
...

Scelgo di non andare, scelgo in investire in quello che ho cominciato, lo scelgo perchè non voglio assecondarele mie debolezze, non voglio rischiare di scivolare in compromessi nei quali non mi riconosco. Un parte di me dice vacci, vai, conosci gente, non fidarti, non fermarti, vai. L'altra mi prende sottobraccio e mi sussurra: vuoi bene a un uomo che crede in te, se ti manca qualcosa, parlagli, non imbrogliarlo. Innaffia le piante che hai, non concentrarti sugli altri terrazzi. Investi nel sacrificio di una notte di mezza estate. Se non rischi, non vincerai.
Mi asciugo il viso ormai pulito.
Gli ultimi ospiti se ne stanno andando, la festa è finita e la Donna che doveva cambiarti la vita, ancora epr questa notte è rimasta nei desideri. Un pò ubriaco, e ancora solo, ti consoli dicendoti che avrà avuto un impegno, la vedrai presto, sicuramente. Se è destino, stai per incontrarla. E da uno sguardo, la riconoscerai. Ma non stanotte.

Io intanto mi tolgo le scarpe. Questo è il segno che ho scelto. Cammino in silenzio al buio e raggiungo il letto.

Visioni di due da sola


Della mia mancanza e della mia pienezza. Dei desideri che non confesso e degli obiettivi che dichiaro. Dei sogni che mi rincorrono e delle sveglie che mi stancano. Dei significati che dò alle cose, ai gesti, ai cammini. Del sacrificio che si fa per amore. Delle corse in scooter nelle notti calde e dell'odore delle foglie la mattina.
Posso vivere tutto da sola. E bene. Posso condividere cosa scelgo con un amico, un diario, un gatto. Posso espandermi nell'autocompiacimento della consapevolezza di solitudine.

Ma vivere in due, è un'altra cosa.

Un'equilibrio instabile e costante, una ricerca nell'altro dei limiti e dei sostegni, confronto, consolazione, gioia e scambio di visioni e carezze.
Pensare alla gioia dell'altro prima che alla nostra.
Credo sia tutto qui, il lavoro per meritarsi la possibilità di condividere un'anima.

Il resto è fare sesso, vedere film, ricordarsi talvolta dell'altro, cercare di fare bella figura, temere di perdere il controllo della propria autonomia, fare la propria strada da soli, anche a fianco a qualcuno.

1 luglio 2008

STOP DO IT!


aaaaaahhhhaaaaaaaa (grido)

Stamattina contraddico il sottotitolo del mio blog e scrivo, scrivo per non gridare. Benedetta rivoluzione che mi prende nel cervello e mi fa sentire viva, vera, luccicante come un pesce che salta nel mare. La mia domanda urlata è: ma perchè gli uomini si lamentano?
I maschi intendo. Si, proprio loro, razza in lamento. Appena ti accerchiano con un filo di sentimento e ti "sentono" vicina, scatta l'effetto ipocondriacolamentoso. Non dico mica solo i fidanzati o i mariti. eh. Anche i fratelli, i padri, i figli, i capi, i colleghi, i vecchietti negli ascensori, i baristi al caffè. Maschi.
Ho male qui, ho dormito male, questo caldo mi affossa, sono giù di morale, sono proprio stanco, non mi sento tanto bene oggi, ho un mal di testa, scusa oggi non è giornata, mi sento un pò così, ho un dolore strano alla schiena, ma oggi non ho mica digerito bene, mi sento un peso qui, mi sta salendo il mal di testa.
Ma dico, secondo voi noi donne non abbiamo MAI mal di schiena? non sentiamo il caldo? digeriamo sempre bene?secondo voi poi, ci si sente bene con 40 gradi sopra i tacchi a spillo? o a stringere i denti per farsi la ceretta?
Beh, vi devo dare una notizia agghiacciante: noi femminuccie gracili e rompicoglioni, abbiamo SEMPRE un mal di testa in arrivo, un dolore di schiena, un peso qui. E dormiamo con un occhio solo e siamo di natura ciclicamente giù di morale, e ci sentiamo un pò così, e corriamo a destra e a sinistra per accudire questo sterminato mondo di uomini che amiamo.
Per favore, quindi, un sorriso in più, un pò di ottimismo, e ci renderete la vita migliore.