26 novembre 2015

Amore e intensità, contro la violenza sulle donne



Poteva accadere, partecipando
 alla cieca come ospite a questo evento, che mi trovassi in un ambiente di donne arrabbiate in quante ferite, in donne diventate aspre, dure, politicizzate e provocatrici verso l’uomo, rimproveranti e vendicative. 
Invece il 25 novembre a Portogruaro, antico piccolo centro delle terreferme di Venezia, è accaduto che mi sono trovata in un ambiente denso, avvolgente, ma semplice e lineare come le cose autentiche sanno essere. 
Una performance di Enneffe (organizzatrice dell’evento) e di Samuela Barbieri ricca e coinvolgente, agìta in due parti e due location, che mi ha fatto provare emozioni antiche, ataviche, riportandomi a ciò che della Donna amo davvero, la sua forza gentile, la sua tenacia delicata, la sua intensità a tratti lieve, ma solidissima. 
I miei quadri a fare da sfondo caldo, ospiti incauti ma accolti calorosamente. E poi nel boudoir de Le Maschiette, Sara, smessi i panni di co organizzatrice, si è trasformata in elegantissima padrona di casa, nella migliore delle tradizioni della Venezia signorile. Lì una folla variegata di donne, bambine, vecchie, e anche uomini, compagni, mariti. Assiepati e coinvolti in questa serata di energie positive e intense. 
Sono state sì la cura nel gestire ogni parte dell’evento, la accurata scelta delle luci, delle musiche, la raffinatezza degli ambienti e degli ospiti, il livello delle cantanti, la qualità del prosecco a fine serata. Ma sopra a tutto, a far suonare in modo squisito questa giornata dedicata alla violenza sulle donne è stato proprio il paradosso del suo contrario. L’Amore per ciò che si crea, a contrastare l'ignoranza della violenza. Questo il messaggio che mi sono portata dietro, tornando a casa. L’insegnamento che questo prezioso incrocio di donne mi ha lasciato. L’importante sapienza dei gesti, sia artistici della performance, sia di signorile accoglienza degli ospiti, la grande sintonia tra tutti della comune voglia di realizzare qualcosa di concreto, lontano dalle formalità delle solite inaugurazioni, lontano dalle parole vuote delle solite premesse del piccolo politico di turno, lontano dalla ricerca della forma fine a se stessa. 
Ma molto vicino alla sostanza e al buon gusto, quello spontaneo e irresistibile della Semplicità.







































22 novembre 2015

Tra voi artisti

Iniziate senza di me, 
a conoscermi.
Dai frammenti
direi - ma tace la figura muta -
o dalle crepe insinuate, briciole di babele,
olio stracciato e ingenui domini.
Le possibilità si fanno isole
mentre rido, e spunto dall’asfalto della diffidenza,
M’insinuo in voi altri esseri animali e figli di madri
non vedo i segreti dietro ai tendaggi 
dove oscuriamo infanzie e religioni
Il vino nei fondi, quanti figli si aggiungono ai figli,
perché ogni vecchio è un bambino e tace 
dietro la barba e la speranza femmina.
Ancora la mia essenza vi guarda
si emancipa
-ma tace la figura muta-.


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21 novembre 2015

Un crepaccio nelle difese, oggi ti ho incontrata.

Sotto a quattro trecce grigie oggi mi sono riparata dalla pioggia. In un angolo del mio atelier odoroso di esperimenti tu mi hai parlato di te, dei fantasmi, degli angoli da illuminare e delle scale da fare. Tua madre era mia madre, le mie fragilità le tue. I tuoi capelli d’argento brillante sono davanti a me il traguardo dei miei cammini e mentre ti ho tenuto le mani, i tuoi occhi arabi d’azzurro si sono incagliati nei miei occhi neri d’occidente. Mi hai mostrato la tua vita sotto al gilet e lì pulsava l’anima delle pelli sottili, la delicatezza, la nostra tumultuosa necessità di delicatezza. Laggiù in Giordania ci passavano storie e pellegrini, profeti e assassini, sassi e disperazioni. Lì è nata quella costellazione di ulivi e colori chiari che oggi era accanto a me. Donna diversa tra le donne, impetuosa forza della gentilezza decisa. Mi hai capita subito. Ho appoggiato la mia fronte sulla tua piccola spalla e una finestra di piccole lacrime si é aperta sulle mie ombre. 

Porto addosso gli orecchini grigi che ti sei tolta caldi per me. Un gesto antico e immenso, la delicatezza che abbiamo creato aleggia ancora, nuvola azzurra, intorno a me.