18 luglio 2013

Questa notte è la mia vita

Questa notte è la mia vita.
Chi mi rapisce vorace dalle dimensioni altrove
per animare possessioni e vortici.
Trascinata a riva
la sabbia è fredda, la mano guidata
non è mia, il respiro
è umido.

Ho solo questa notte, ombra rapace.
Vorrei volare piano, e soffiare
petali
sul tuo respiro di vetro,
mentre il buio
è mantello d'aurora.

9 luglio 2013

L'arte non è l'artista

Come in un concepimento naturale, l'artista riproduce se stesso nelle sue azioni. Ciò che esce dal suo fuoco creativo, nel momento stesso in cui lui crea, non è più in lui, acquista una vita propria.
Il pensiero dell'artista, assorbito e intriso dalla pancia, dal cuore, dalle viscere tutte, dalla sua vita, le sue passioni, paure, tensioni, fluisce nelle braccia, come un fluido incandescente ancora invisibile, arriva alla punta delle dita e... nasce.
Come una neonata composizione cellulare, le nuove "cellule emozionanti" appena date alla luce e accolte in un corpo fisico (che sia disteso e colorato, o a tre dimensioni materico, o sensoriale e ascoltabile) realmente si fondono con lo sguardo (o l'ascolto) di chiunque la osservi, e magicamente in quell'incontro si separano, si duplicano ancora, dando vita alla crescita di un corpo emozionale ed emozionante.
Non ha senso un opera d'arte quindi se non vista, ascoltata, goduta. Non ha esistenza.
D'altra parte, nel momento stesso in cui l'artista crea l'opera, non è più parte di sè, ma è lasciata fluire nella sfera delle cose fisiche. Quindi da una non fisicità, nasce e di diventa fisica.
L'arte, in quel momento, non è più l'artista.
(Anche nella performance art, nella danza, nel teatro, ciò accade. Il perfomer agisce l'arte, ma non è l'arte. Si fa attore e portatore di gesti e azioni che sono loro stessi arte, nel momento in cui il pubblico li fruisce).


Al contrario, provo a guardare la scena dalla parte opposta, quella dell'opera d'arte. E' l'opera che ha creato l'artista, che prima altro non era che un visionario, un innamorato, un folle immaginante ombre cerebrali e passionali. E' l'arte che, una volta nata nel processo creativo e iniziato il suo viaggio di crescita nella fusione emozionale con chi la fruisce, ha dato modo all'uomo di diventare l'artista. Infatti, se nel momento stesso in cui l'arte esce dall'uomo, si dissolvesse, come una nuvola impalpabile, trasparente e silenziosa, se non esistesse più nel mondo fisico, l'artista non sarebbe tale. Rimarrebbe un visionario, un innamorato, un folle immaginante ombre cerebrali e passionali.