29 marzo 2009

De amicitia_ I'm back

Ci voleva una domenica mattina con la pioggia per farmi tornare a scrivere qui. O forse ci voleva il pensiero che oggi la accompagna. Riguarda l'amicizia.
La mia amicizia è tendenzialmente a carattere amoroso, piuttosto serrata e ingombrante. Nelle vicende della vita mi immergo completamente, questo ormai è un dato di fatto. E l'amicizia ne è solo uno dei rami. Dunque la permeabilità della mia pelle si rende vulnerabile alle altalene e alle peripezie anche degli amici. Amori travagliati, problemi di soldi, dubbi esistenziali e zavorre provenienti da antichi traumi, tutto passa e mi attraversa. E non è solo facile, a volte mi sento appesantita come se avessi uno strato di opacizzante che mi offusca, a volte la mia energia stenta, fisicamente il sonno mi soccorre sollevare la mia coscienza, letteralmente provata da consolazioni, ascolti, iniezioni di fiducia.
Ma altre volte, che bellezza altre volte. Basta un bacio fuori da un locale di sera, che lo sguardo dell'amicizia cambia. E irradia, come le onde di una piccola bomba buona, e raggiunge me, mi entra, mi rende ricca. Basta una piccola gioia profonda provata da un amico, di cui conosco il significato e gli equilibri, che anche la mia domenica mattina piovosa e solitaria gorgheggia, sorride con gli occhi socchiusi, è semplicemente, di nuovo, felice di vivere.

3 marzo 2009

La vita notturna degli alberi

Gironzolando per Gorizia nebbiosa e deserta una domenica mattina, sono capitata nell'unica libreria aperta, Ubik. Un nobile libraio mi ha augurato una buona domenica e mi ha accolto tra la sua scelta di libri di viaggio, immagini e stimoli dell'anima, dove mi sono persa per ore. Sono uscita con addosso un sorriso e tra le mani "La vita notturna degli alberi". Un amore a prima vista, acquistato con un vero slancio dell'istinto, senza neppure sfogliarlo troppo.
Presenze vegetali e spirituali magicamente catturate in questo volume, tributo alla maestà della Natura, e all'antico modo di relazionarsi al mondo spirituale/naturale. Un libro di seta nera, rilegato a mano, colori sfavillanti che escono e raggiungono lo sguardo.
L'albero pavone, che si apre di piume e rami come una danza di corteggiamento degli occhi, l'albero del Peepul, che ha la stessa forma delle sue foglie. Il sacro albero del Dumar, che nasce e serve per costruire letti nunziali e coronare l'amore. La dea serpente e la Terra, uniti in un tronco sacro. L'albero della musica e l'albero dello scoiattolo pesce... Ogni notte, quando finalmente il giorno di questi alberi magici giunge al termine, inizia la vita segreta degli spiriti che li abitano. I loro racconti selvaggi e delicati sono dipinti e narrati brevemente da Bhajju Shyam, Durga Bai e Ram Singh Urveti, tre artisti contemporanei della tradizione Gond (India centrale).
"La vita notturna degli alberi" racchiude tra due copertine lo spirito dell'India, e dello stesso alito della Terra e dell'Anima, tra divinità e spirito, che tutti anche senza saperlo,portiamo dentro.

La vita notturna degli alberi
Shyam Bhajju, Urveti Ram S.,Bai Durga
edizioni: Salani

Non sarà per sempre_ (per un'amica)

Ci sono momenti nella vita di una donna in cui lei piange e piange. e anche se assistita e sostenuta dalle persone amate, piange. Qualcosa in questo pianto tiene lontano il predatore, tiene lontano il desiderio insano che la perderebbe. Le lacrime aiutano ad accomodare le lacerazioni della psiche, là dove l'energia è colata via. La questione è grave, ma il peggio non accade_la luce non ci viene rubata_perchè le lacrime ci rendono consapevoli. Non è possibile riprendere a dormire quando si piange. Il sonno che poi arriva è soltanto un momento di riposo per il corpo.
Talvolta la donna dice: " Non ne posso più di piangere, sono stanca, voglio smetterla". Ma è la sua anima che produce le lacrime, e sono la sua protezione. Deve dunque continuare, finchè il momento del bisogno non sarà finito. Certe donne si stupisconon della quantità di acqua che sono in grado di produrre quando piangono. Non sarà per sempre, soltanto finchè l'anima avrà concluso la sua saggia espressione.

"DONNE CHE CORRONO COI LUPI"_Clarissa Pinkola Estés