28 ottobre 2008

Nuovo blog da non perdere

http://www.omardimonopoli.blogspot.com/

Quello che devo fare questa settimana

Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)
Presto il mondo si troverà di fronte a una scelta: dobbiamo conservare quelle cose che finora hanno funzionato ma che oggi non funzionano più? O dobbiamo sperimentare alcune ipotesi che potrebbero funzionare in futuro, anche se non ne abbiamo le prove? Tu, Sagittario, potresti e dovresti metterti alla guida di quest'avventura epica. Per farlo chiama a raccolta il tuo coraggio nascosto e applica questo grande interrogativo alla tua vita personale.

Mai più gatto sul blog.

Si, ho esagerato. Lo so. Con la foto del gatto sul blog ho esagerato.
Va bene, non serve ripeterlo ancora! ne sono consapevole.
Chiedo scusa, non lo farò mai più.

26 ottobre 2008

Navigatore personale che la sa lunga


Ormai è sicuro, non ci sono alibi. E' l'età. Ok, mica sono vecchia, ma ho vissuto abbastanza perchè avvenga questo fatto strano. Cioè è come avere imbragato sulle spalle un aggeggio con un ferro ricurvo che mi arriva sopra la testa e attaccato là sopra, una specie di angioletto. Ok, diciamo un esserino, non un angioletto. L'esserino sono io, o meglio, è una me stessa uguale ma con una vista mooooolto più acuta di me. E poi, diciamocelo, è anche più facile da lassù vedere più da lontano.
Dunque, io non sono più sola. C'è un'altra me che galleggia a un metro sopra la mia testa e che come mestiere guarda. Guarda tutto, davanti, dietro, anche direttamente sotto (e lì ci sono io) e ogni tanto guarda pure in alto (e lassù non so cosa vede).

Io qui sotto sono assorbita dal vivere, mio figlio che improvvisamente rompe una clavicola a un compagno di scuola, mia figlia che si fa fare 45 treccine sulla testa (dicendomi perplessa a metà lavoro: mamma, ma non mi sembra che tu ti diverta...), un lavoro che sembra aumentare di giorno in giorno in modo inversamente proporzionale al guadagno, una casa che sembra rimpicciolire in modo direttamente proporzionale alla necessità di spazio dei suoi abitanti, insomma un grovigio di desideri e necessità e arrancamenti e sacrifici, degno di un film drammatico/comico.
Là sopra l'esserino, l'altra me stessa, esonerata dal vivere reale, che medita. Guarda l'orizzonte spazio temporale e ogni tanto mi lancia un segnale. Una sorta di navigatore personale.

In questo periodo la mia appendice galleggiante visionaria mi dice sempre la stessa cosa. Io sono qui sotto impegnata in mille attività, e lei lassù che cerca modi per comunicare e mica è semplice farsi ascoltare da me, in questo casino.
Ale, non perdere tempo.

Questo mi dice.
Non aspettare, che non c'è niente da aspettare.

Questo mi ripete.

Ale, guarda i bisogni di oggi, e cerca di soddisfarli, oggi. Non aspettare.

E poi insiste, mica desiste.
Ale, ora lo sai cosa vuoi. Prendilo. Oppure no. Ma sappi che non arriverà, aspettando. Ale, la vita è oggi. Oggi. Oggi!

Io, qui sotto, mentre faccio la doccia in 22 secondi, mentre sto con gli amici, mentre scrivo sul computer e c'ho il crampo alla spalla, ogni tanto faccio finta di non sentirla. Accidenti non posso stare tutto il santo giorno ad ascoltare questa qui che mi dice, oggi, oggi, oggi!

Però lei fa il suo mestiere, e lo fa a puntino. Così stamattina di domenica io sto qui, e l'ascolto.
Si, ci penserò, esserino con la vista lunga. Ci penserò a ciò che voglio davvero. Non domani. Non dopodomani, non quando avrò tempo.
Oggi, oggi, oggi.


23 ottobre 2008

Morire succede continuamente.
Ma da vicino è un'altra cosa.
Morire a 13 anni è un'altra cosa.
Morire a 13 anni tanto vicina da essere la migliore amica di mio figlio
è un'altra cosa.

Non so cosa dirgli e piango con lui.
Niente può togliergli il dolore di un'amica che non ci sarà più.

Mio figlio ha 13 anni. Gli sembra impossibile morire a Trieste, a 13 anni, lentamente.

Mi ha chiesto perchè.

Se lo chiederà per tutta la vita.
E nessuno, come me, gli saprà mai rispondere.

Così, semplicemente, piango con lui.

20 ottobre 2008

Ancora...

Un abbraccio. Un semplice abbraccio di uno due secondi. Che poi ha indugiato e si è protratto per qualche altro momento. Una persona che non ho mai visto, se non in video. Che poi vedo e che in un istante mi sembra naturale abbracciare. Assolutamente niente a che vedere con quelle cose formali di baci nell'aria sfiorando zigomo con zigomo. No, parlo di un abbraccio vero, un pò stiracchiato a causa di una consolle di mezzo,ma gustoso e bello. Di quelli in cui ti avvicini, in cui senti la consistenza dei capelli e la sostanza della stretta. E non solo. Senti lo slancio sincero, partito per coprire un attimo di imbarazzo, senti la persona pulita, senti che puoi abbracciare e anche stare lì un momento in più, a goderti quello scambio di vita e di energia. Aperto, dolce, istintivo, vero.

19 ottobre 2008

Sterco e stelle, anche per voi sono così?

Sagittario (22 novembre - 21 dicembre)

"Sii umile perché sei fatto di sterco.

Sii nobile perché sei fatto di stelle",

dice un proverbio serbo. Prevedo che presto avrai la prova concreta di questa profonda verità, Sagittario. La sfida sarà resistere alla tentazione di credere che sei più sterco che stelle o più stelle che sterco. Non sarà facile, visto che praticamente tutti quelli che ti circondano pensano che tu sia l'una o l'altra cosa. Ma ti assicuro che puoi farcela. Puoi trasudare gioiosa serenità rimanendo al centro del paradosso.


Prospettive#2

  • E' successo di nuovo.
  • Gli ho mandato un messaggio.
  • E non mi ha risposto.
  • Me lo aspettavo.
  • Certi messaggi li odia.
  • Sono anche stata attenta alle parole da usare.
  • Niente sei speciale.
  • O solo tu sai capire.
  • O ti abbraccio come uno dei nostri abbracci.
  • Niente passione travolgente.
  • Nè riflessioni appassionate sul passato.
  • Era un compleanno in fondo.
  • Il suo, non il mio.
  • Dovevo chiamare forse.
  • Ma forse sbagliavo orario.
  • E se era con lei, erano guai.
  • Avrebbe fatto finta di essere spontaneo.
  • La finta spontaneità è acida come il latte andato a male.
  • Mi sarei offesa.
  • Oppure avrebbe risposto a monosillabi.
  • Mi sarei offesa.
  • Magari mi beccavo un hai sbagliato numero.
  • Mi sarei offesa.
  • Mi sembra di essere un'amante.
  • Ma era solo un compleanno.
  • Allora gli ho mandato un messaggio.
  • E non ha risposto.
  • Forse mi risponderà lei.
  • Grazie degli auguri, X è temporaneamente impegnato. Deve riprendersi dalle sberle.
  • Auguri!
Auguri

18 ottobre 2008

Ritardo e parmigiano





Vestita con un minikilt da lolita rosicchio una crosta di parmigiano, sporcandolo di rossetto.
Ma cominciamo dall'inizio:
Ho appuntamento con il mio migliore amico che è reduce da due feste di compleanno nello stesso giorno. Mi passerà a prendere e andremo alla terza. E poi in un locale trendy, un pò sdrucito, un pò "nonsononmicafighetto" dove ci sarà un altro amico che mette la musica.
Avevo previsto una serata da sola a casa, mogia un pò nostalgica, un pò tristina, diciamolo. Ma sentivo quasi di meritarmela. E invece, reclutata nel pomeriggio mi sono preparata a puntino, e sono pronta da ben 50 minuti. No, no, io non sono mai in anticipo, proprio mai mai, neanche a partorire. Ma lui è siciliano. Rilassato. E va bene così.
Solo che mentre mi pregustavo le schifezze mangerecce da festina di compleanno già un'ora fa...ora ho una fame improvvisa e urgente che mi mangerei anche lui. Ceno? ma no, magari suona ora. Mica mi posso mettere a cucinare alle 10 di sera prima di uscire. Apro il frigo e saltella fuori solo il prosciutto dei ragazzi, il resto è come dire crudo. Io non mangio carne. O meglio carne che camminava. Quindi, risultando che il prosciutto era proprio parte integrante di un arto di maiale che gli serviva per camminare, io passo. Chiudo e riapro nevroticamente un paio di volte il frigo, come se all'improvviso si potesse materializzare all'interno, non so, un tramezzino ai carciofi, un avanzo di pasta di ieri. Macchè, niente. Sempre il prosciutto che mi guarda. Io lo guardo e faccio no con la testa. Sì mi sento almeno particolare a parlare al prosciutto. Ma tutto sommato ci è abituato. Infatti fermo immobile come un cartoccio di prosciutto sa essere, mi fa notare la sua sinistra. Ma guarda un pò cosa c'è lì, di traverso, con il domopack tutto rovinato. Un retro/formaggio. Il sedere del parmigiano! Lasciato lì, per lo stesso magico meccanismo per cui spero che nel frigo succeda qualcosa quando non lo guardo. Magari che si autorigeneri e ritorni quel bel triangolone giallo ora che era una volta. Invece no, un vecchietto secco. Ma ciao, avanzino. Faccio la gentile...Mi stupisco di me stessa mentre appena un attimo dopo il mio dolce saluto, arraffo velocemente l'affare e con un gesto fulmineo lo spoglio e voracemente lo addento, rossetto o no, io l'addento. E gli faccio anche le corsie con i denti.

Eccomi. Il mini kilt, le scarpette con i tacchi, borsina e occhi sfumati di blu.
Che rosicchio una crosta di parmigiano. E me lo gusto proprio, e non voglio sprecarne neanche un ricciolino. Mi piace tanto, mi ha fatto scattare la fame vera e ora lo sto riducendo a vista d'occhio. Ora è così sottile che si piega, ommioddio ho inventato il parmigiano elastico. Ma non devo arrivare a fare il buco, tutti lo sanno quante schifezze ci stanno appicciate alla crosta del formaggio. Tutte le mamme lo dicono e tutti lo sanno, mi dico mentre mordo, risucchio e mastico avidamente quel rimasuglio.

Drin!
Mi fermo. alzo lo sguardo fino alla superficie del frigo di alluminio. E vedo una quarantenne con una gonnellina improbabile, la giacchetta già su, con un cosetto ex giallo oro (ora ormai color mattone) molliccio e bagnaticcio in mano, con la bocca indicibilmente sporca. Un alone rosso bordeaux aleggia su mia mezza faccia, l'espressione è stupita. Direi anche piuttosto stupida.
Ma chi sono io?
riesco solo a chiedermi, prima di raggiungere lo scottex e grattarmi le labbra paonazze.

Esco senza rossetto, in fondo è trendy anche questo.

17 ottobre 2008

Oscuro o non oscuro? questo è il problema

Lievemente turbata da alcune immagini, mi chiedo ancora una volta se i pensieri oscuri e nascosti li ho solo io o li hanno tutti. Mi chiedo nel caso li portassi alla luce, sarebbero ancora pensieri oscuri? e sarebbero ancora attraenti?

16 ottobre 2008

proverbio cinese#1

Come una salda rupe esposta alle tempeste, immobile sarà il cuore della donna che ama.

"Non mi va di essere preso per il culo."

Le natiche, normalmente coperte nella maggior parte delle culture, possono essere esposte come segno di protesta,per provocazione o per semplice divertimento. Scoprire le natiche di qualcuno all'improvviso può essere fonte di umiliazione (da questo deriva la locuzione "prendere per il culo" come sinonimo di "prendere in giro, dileggiare").

Non mi va di essere preso per il culo.

Se esistesse un libro di comportamento di tutte le situazioni della vita lo vorrei pubblicare e come editore diventerei milionaria. Lo intitolerei proprio così:

Non mi va di essere preso per il culo.

Capitolo uno: quando succede che si fa un torto, ecco cosa fare. Capitolo due: quando succede che si delude le aspettative, ecco cosa fare. Capitolo tre: quando non si riesce a rendere felici chi si incontra, ecco cosa fare. Capitolo quattro: quando non capisci, ecco cosa fare.

15 ottobre 2008

Prospettive#1

  • Ormai sono giorni che non mi manda un messaggio.
  • Oggi non mi ha telefonato.
  • Perchè, ieri si?
  • L'ultima volta che l'ho vista sarà una settimana fa.
  • Mi è passata davanti e mi ha guardato per un momento in più.
  • Si, l'ho visto bene come mi ha guardato.
  • Ne sono quasi sicuro. Era un messaggio, quello sguardo.
  • Forse la chiamo.
  • Forse no. Meglio aspettare che sia lei.
  • E se lei non chiama?
  • Allora la chiamo io.
  • No, meglio di no. Non voglio soffocarla.
  • Ma se non la chiamo, e non la soffoco, e poi lei non mi chiama?
  • Finirò per non vederla.
  • Chissà cosa sta facendo ora.
  • Chissà con chi è.
  • Ok, non la chiamo. Ci mancherebbe telefonarle e trovarla in compagnia.
  • Magari non mi risponderebbe.
  • Che poi potrebbe essere in compagnia e desiderare comuque che la chiami.
  • Oppure no.
  • E se mi rispondesse e capissi che è in compagnia?
  • Rimarrei di sasso e non saprei come reagire.
  • Allora direi qualcosa di stupido e banale.
  • O forse sgarbato e aggressivo.
  • Così poi non la sento proprio più.
  • Magari è in pericolo.
  • Magari la stanno rapendo e lei sta pregando che io la chiami.
  • Magari non ha più un centesimo nel cellulare.
  • Magari è partita.
  • In pratica però lei non chiama.
  • Certo, crede che la chiamerò io.
  • Secondo me mi pensa.
  • Si, ne sono quasi sicuro.
  • Mentre aspetto di chiarire questo quasi, bevo un altro caffè.
  • Magari la chiamo stasera.
  • O magari mi chiama lei. Stasera.
  • Devo vedere cosa c'è in tv.
  • Se c'è Grey's Anatomy non mi telefona di sicuro.
  • Guarda Dereck e si ipnotizza.
  • E anche se c'è un film avventuroso, non mi chiama.
  • Accidenti.
  • C'è la qualificazione del Mondiali 2010.
  • Mi chiama.
  • Si, allora mi chiama.
  • Che bello.
  • Chissenefrega dei Mondiali di calcio.
  • E poi c'è Italia -Romania. Vinciamo.
  • Si, ne sono quasi sicuro.

10 ottobre 2008

Volute e scelte

Vi prego mettete Wonderful World o Chasing pavements o la musica che vi stringe e lasciatela scorrere qualche minuto non chiedo di più, infilatela nelle cuffie e alzate il volume. Mi sento un pò così, un involucro di carne e capelli ripieno di sensazioni che volteggiano e si attorcigliano come volute di vapori. Sussurro piano e la mia voce prende forma di musica, provo a cantare, a parlare con gli occhi chiusi. Parlare piano, sussurrare all'orecchio. Mi sento sensi. Da che cratere sotterraneo fuoriesce questa energia lavica, fare l'amore non credo che basti, correre forse, respirare di notte sul tetto. Punta maniacale di vita. Le gambe lisce, le ciglia socchiuse. Gira gira l'acqua nel lavandino, come una giostra intorno a me. Uomo, guardami, e quando mi guardi, vedimi. Apri la bocca umida e dimmi ti amo, e con quell'amo legami e tienimi, incatenata a un destino che come un'alga s'appoggia, come un albume d'uovo s'imbianca in un istante di ghisa bollente, come una medusa s'attacca alla pelle, lasciando cicatrici. Non darmi scampo, non darmi scelta. Pretendimi. Prendimi in una mano e portami via, perchè io non voglio più scegliere.

Leave the body leave the mind

Leave the body leave the mind

la prima frase di una canzone, la prima canzone della giornata. Prendendo a prestito questa modalità da una persona che so che mi legge, battezzo così questa mattina.

8 ottobre 2008

Sex or Love? ditemi la vostra!

Tema:
Come si fa a capire se un incontro intimo è stato sesso o amore? Quali sono i sintomi "pratici", quali i gesti, i campanelli d'allarme, gli indizi che portano l'uomo e la donna a rendersi conto che è amore e non più sesso?
e ancora, può, all'interno di una storia d'amore, apparire solo il sesso, a volte? O ciò è sintomo di una discendenza dell'amore?
Svolgimento:
Sì è tardi e sono un pò confusa e assonnata, e con questi dubbi amletici vado a dormire. Spero che mi aiutiate
(dichiarando il vostro sesso di appartenenza_ parlo agli anonimi) a mettere insieme dei dati che mi facciano riposare più tranquilla e serena nei prossimi giorni.
Mi raccomando, forza con i commenti, non fate i soliti sbircioni silenziosi! Voglio risposte!

7 ottobre 2008

Se fossi alta

Se fossi alta camminerei più spavalda. Se fossi alta scuoterei spesso i capelli come una puledra e camminerei con le spalle più curve e il petto meno in fuori. Se fossi alta avrei molto più spazio da usare in casa, arrivando agli scaffali più alti. Se fossi alta non avrei bisogno di due cuscini sulla sedia di cucina per stare comoda al portatile sul tavolo di legno.
Se fossi alta guarderei la gente negli occhi in autobus in orizzontale. E a letto toccherei i piedi del mio uomo con i miei, baciandogli la bocca. Vedrei di meno la polvere negli angoli del corridoio e forse mi preoccuperei di meno. Se fossi alta non mi farei i lividi alle caviglie, portando le grandi borse della spesa piene di spigoli e non dovrei piegare le braccia facendo le scale.

Se fossi alta, non mi inclinerei sullo scooter ai semafori per toccare bene per terra. Se fossi alta non avrei lo scooter, ma una moto. Mi metterei meno le gonnelline per non sembrare una cavallona e userei meno i tacchi. Se fossi alta non mi andrebbe di frequentare i ragazzi bassini, che invece certi mi piacciono. Se fossi alta non mi si potrebbe prendere in braccio, sul divano, nè coccolare stretta tra le braccia, facendomi il giro. Se fossi alta non mi terrebbero così spesso la porta per farmi passare e non avrei lo stesso gusto a salire sui tacchi a spillo.

Se fossi alta forse sarei più spavalda ma farei meno tenerezza, non potrei guardare i vigili con occhi sgranati e sbattimento di ciglia, dal basso in alto per non farmi dare la multa. Se fossi alta sarei meno spiritosa e meno passionale, perchè avrei meno la sensazione di tuffarmi nelle cose, come fanno le piccoline. Sarei più vanitosa e meno paperina. Mi muoverei meno come una gattina e non avrei un figlio di 14 anni da sgridare dal basso. Avrei i piedi più grandi e i sandalini sexy non mi starebbero così. Se fossi alta non starei sdraiata comoda nella vasca da bagno piena di bolle e a sciare veloce farei più fatica.

Se fossi alta, credo riderei di meno, sarei più composta, avrei meno bisogno di agitarmi per farmi notare, sarei meno colorata. E forse i capelli non sarebbero così ricci e e non tenderebbero verso l'alto, come fiori scuri che vogliono crescere.

5 ottobre 2008

Io non ho più tempo da regalare.

Dimmi una cosa che io non so di me.
















Stefano Momentè
dall'anima universale, tecnica mista su cartone telato, 2003

4 ottobre 2008

Expo Mittelschool sapori e godimenti

Sembra strano ma anche vivendo in una città si può continuare a scoprire nuove abitudini e ambienti. Mi è successo questo, ieri sera. Ero uscita per l'inaugurazione di una banka alla quale ho dato un piccolo finale contributo, per il lancio pubblicitario. Strani personaggi pinguineschi si affollavano intorno ad un gazebo in centro città, dove tagliavano prosciutto e mescevano vini di tutti tipi. Non era il mio ambiente ( a parte la "gente d'agenzia") e poi non mangio carne, ma sono stata volentieri là, gironzolando come in una città calda, con un prosecco in calice grande e godendomi il dondolìo sulle mie scarpine di vernice rossa. Quando però gli avventori sono diventati sempre più quelli con i gilè di pile e il naso rosso, la mia bella amica PR, agitata per aver individuato f i n a l m e n t e un uomo che le piaceva, mi ha trascinata via da lì. Destinazione zona Rive, Expo Mittelschool, luogo dove aspettavano i VIP, all'apertitivone lussuoso. Io, mai stata, ma facevo finta di niente. Tanto basta metter su la mia faccia da snob e mi credono tutti.
Dunque, ambiente carino e sobrio, chiccoso ma senza stravaganze. Ancora più uomini in giacca scura (no buono for me), ancora meno donne (questo sì!). Bicchieri da degustazione, e una rotazione di mini piattini e assaggini da alta scuola di cucina. Ma che buoniiii. I miei occhi si sgranavano su vasetti (tipo della marmellatina) con un cucchiaino trasparente allegato, pieni di un liquido bollente biancastro. Cos'è? chiedo perplessa al cameriere che orgoglioso me ne porge uno. Gamberi d'acqua dolce all'acqua pazza. Se nella vita reale ci fossero gli emoticons, mi sarebbe venuto fuori dallo sguardo la faccina gialla dubbiosa. Vabbè, faccio la sciolta, assaggio và. Mmmmm, bollente brodino profumato ma leggero leggero leggero con mezzi pomodorini, giuro di diametro di un centimetro, qualche grano di pepe, e un gambero, laggiù sommerso, talmente dolce e morbido che premendolo contro il palato... ho socchiuso gli occhi. Il cameriere ha ammiccato, soddisfatto. E poi cosa dire... mi ha strabiliato con un accostamento con un audace vino rosso delle nostre terre, e subito dopo schiaffeggiata moralmente con un altro bocconcino da mille una notte. Spiedino mono boccone di salmone spolverato di Kren. Kren! dico Kren! vabbè, ero già quasi stesa dal godimento. Ma non bastava. Arriva un piatto con un fritto tempura di verdurine e scampi, ma talmente impalpabile e croccante che faceva scroc. E subito a ruota, un mini piattino nero reattangolare con 5 lacrime di formaggi paradisiaci affiancati da una virgola di miele leggero. Il tutto danzava con altri vini, di cui solamente gustare il bouquet e via, arriva un altro...Ormai non vedevo più giacche scure, e uomini impettiti, ma solo il sorriso della mia amica, che ormai brilla farneticava sul destino di donna sola e che cercavo di consolare sul triste
fatto che l'uomo che le piaceva avevamo scoperto irrimediabilmente gay. Felice di essere parte di quel meraviglioso mondo delle D.Q.F.B. C. (Donne Quarantenni Felici e Belle e Consapevoli), mi sono lasciata conquistare definitivamente dal dolce finale: bicchiere nero di gelato allo yogurt condito da... olio d'oliva. Olio d'oliva! Sì!.

Se la cucina è metafora della vita, allora prendiamo nota tutti. Dopo il salmone con il kren e il gelato all'olio doliva (sensazionale), allora... tenetevi forte, in cucina e nella vita, perchè può davvero succedere di tutto.
Quindi, avanti tutta! Tanto i sapori si mescolano sempre, gli ingredienti nuovi saltano fuori e insieme a quelli sempre avuti in dispensa, possono portare dei godimenti inaspettati.

3 segreti per rendere felice un uomo (S.S.C.)

Minichat con L. su Skype
(L. è un'altra delle mie amiche più fuori che dentro di cui è costellata la mia vita)

L. "Ale, smettila di fare la lottatrice! la vita è fatta per essere goduta"
A. "Uh".

L. "Capito?"
A. "Si, ma non so se sono capace. Non più..."

L. " 'scolta: una cosa mi permetto...
nessuno è perfetto (fa pure rima)
nemmeno noi lo siamo (cioè io e te si)

ma il resto del mondo...

per cui forse l'amore ha a che fare anche
con l'accogliemento dell'altro nel bene e nel male

poi sai bene che gli uomini sono bimbi cresciuti

sesso

dirghe de sì el più possibile (trad. dirgli di si, il più possibile...)

e coccole

e poi son contenti (se non sono degli idioti)

ma a noi non piacciono gli idioti."

3 ottobre 2008

Delirio radiofonico aggiunto in agenda

Siccome non ho tanti impegni e le mie giornate trascorrono oziose nell'oblìo della noia, ho pensato di riempirle con un nuovo impegno. Il caro amico R., impegnato all'Università come docente (sui generis, vista la postura, l'età e la propensione spontanea alla procreazione), mi ha proposto un avventura (no, non sessuale). Radio. Si, Radio. Una trasmissione radiofonica. Te la senti di farla settimanale? mi ha chiesto ieri. Ecccerto, mi sono sentita rispondere.
Stupefatta dalla fucina di energia che trabocca nelle mie giornate di quarantenne, inserisco quindi anche questa nota, nell'agenda mentale di questi mesi.
La mia agenda mentale è una specie di MentalMoleskine, ma distesa, non rilegata, in cui tutte le giornate sonon foglietti di carta distesi uno vicino all'altro, in una piattaforma mostruosamente complessa e precaria, in cui immagino di segnare, scribacchiare, tracciare, appunti, appuntamenti, cose da fare e cose da cercare. Bene. Ora su questi foglietti mentali (di cui ogni tanto qualcuno se ne perde, o di cui un angolino fondamentale finisce sotto a un altro) ci appiccico su un post-it supplementare, fucsia. Radio. C'è scritto.
Next post vi racconto cosa farò, alla radio. E mi direte cosa ne pensate. Se ne avete voglia ( certo però, che di commenti siete proprio di braccino corto! mi sa che ha ragione B.: li spaventiiiiiii!)

2 ottobre 2008

Saturday night date

Io mi organizzo e prevedo gli impegni ben pianificati, aperitivino e poi il Pecha-Kucha e poi forse il Twister, dove Japanese con il fiore all'occhiello animerà una festa a occhio e croce vivacissima. Ok, queste sono tacche sicure di un sabato sera mondano.
Dopodichè, se ci sarà un principe azzurro che mi passerà a prendere su un cavallo bianco...potrei diventare molto più asociale.