27 giugno 2009

Ho scritto questa cosa a una persona, qualche settimana fa. Oggi mi ha detto che se l'è scritta sul suo quaderno e se la rilegge, ogni tanto. Così io la scrivo qui.

"Non credo al caso, né al destino. ma ai percorsi sì.
Li vedo continuamente e li attraverso come rotaie tra l'erba. I percorsi sì, di tutti, di tutto, invisibili e invadenti.

Siamo sempre tutti avvolti dal nostro modo di vedere gli altri e le cose, e ci affanniamo a confrontare le visioni l'un con l'altro. Dovremmo invece tenerci la nostra, accettare l'indecifrabilità di quella d'altri, goderci il viaggio. Magari le rotaie s'incrociano"