21 luglio 2010

il mare e la farfalla



Quando la forza di andare avanti è inerzia, trova la forza di fermarti.

Sono i casi in cui sei andato avanti, senza chiederti niente, quasi per definizione. Perchè l'hai imparato, perchè se non fai non hai, perchè il nuovo porta con sè orizzonti che non conosci ancora, perchè l'insoddisfazione è presente. Lede i tendini, lede i nervi, sgonfia le pienezze.
Sono i casi in cui quel che hai non ti basta. E quando confondi quel che hai con quel che sei.
Quando sei debole.
L'occidente si oppone così all'oriente. Il domani all'oggi. L'aspirazione alla consapevolezza.

La cosa bella è che la crescita di ognuno di noi è a onde. Onde di marea che non si fermano mai, loro. Si alzano, si fanno più piene e spumeggianti, e poi calano, si fanno seta, sembrano accarezzare la linea orizzontale, e venir inghiottite.
Così la nostra crescita sembra arrestarsi a volte. E subito dopo un'impennata ci risveglia la mente, ci rimette l'adrenalina della comprensione in circolo. Esistiamo, impariamo, sperimentiamo.

Fortunati noi che soffriamo, come crisalidi. Che saliamo sulla vetta dell'onda più alta a respirare il vapore diffuso, e ricadiamo con un tuffo apparentemente scomposto, che invece è perfetto, frastagliato come ali nuove.
Perfetto per noi, per il nostro mare nero e bianco e screziato, per le nostre emozioni, fragilità e potenti certezze.

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