14 novembre 2010

dio sono io

Simile a un dio mi sembra quell’uomo
che siede davanti a te, e da vicino
ti ascolta mentre tu parli
con dolcezza
e con incanto sorridi. E questo
fa sobbalzare il mio cuore nel petto.
Se appena ti vedo, sùbito non posso
più parlare:
la lingua si spezza: un fuoco
leggero sotto la pelle mi corre:nulla vedo con gli occhi e le orecchie
mi rombano:
un sudore freddo mi pervade: un tremore
tutta mi scuote: sono più verde
dell’erba; e poco lontana mi sento
dall’essere morta.
Ma tutto si può sopportare…
(Saffo)

Rovesciamo og
ni poesia d'amore. Ogni preghiera. Leggiamo nuovamente. Togliamo l'oggetto dell'amore esterno e poniamo lì noi stessi.

Io sarò salva dagli struggimenti d'amore quando sentirò quell'oggetto simile a un dio completamente sovrapporsi a mio essere. Necessario amarsi profondamente, innamorarsi e poi conoscerci, ridere di se e sgridarsi, insegnare a se stessi e sentirsi pieni, un'unica entità, amata e amante.

Lì, nell' esterno che diventa interno, nel tutto e nell'uno, nell'amarsi e nell'amare, lì ci sono gli d
ei, il dio, le foglie, le cellule e l'universo, il patimento, la gioia, il pane e la vittoria.


2 commenti:

  1. mi strugge e mi consuma, mi infuoca e mi dilania sapere che esiste questo amore al quale ho rinunciato.
    Tempo fa.

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