21 febbraio 2018

Banafsheh Rahmani, tra abissi e natura


Il sorriso senza età che d'improvviso illumina il bel viso di Banafsheh Rahmani è stato per me l'ingresso in un mondo vivace di contrasti, gentilezza e durezza, fiducia e sperdimento, malinconia e pura energia, sfrontataggine e una voglia immensa di riuscire a cucirsi una vita a modo suo, il modo che trasuda in ogni suo gesto, di vita e pittorico, di voglia di libertà.
Banafsheh Rahmani, donna pittrice iraniana, ha potuto e voluto scegliere l'occidente per la sua vita, prima a Trieste, città raccolta di dimensioni (e spesso di prospettive) ma aperta sul mare che raggiunge tutto. Poi Vienna, forse mancante di ciò che la grande città dà, movimento e scambio e confronto soprattutto sull'ambito artistico.

La pittura di Banafsheh ha su di me un effetto potente e ombroso, mi scuote come la natura, esplosiva di vita e crudele nei passaggi tra la vita e la morte. Prediligo di lei le opere a colori, per me più energiche anche nella loro malinconia, che mi trasmettono più spontaneità vitale. Il suo lavoro mi porta lontano, verso un mistero che percepisco e non metto a fuoco, che riguarda probabilmente l'inconoscibile di ognuno di noi, filtrato con la vita dei luoghi da dove proveniamo. 

Ho invitato Banafsheh Rahmani partecipare a Sua Cuique Persona [autoritratto come maschera e specchio] organizzato Trieste da ArTS_associazione per il confronto delle arti contemporanee, l'esibizione collettiva a tema autoritratto. L'opera che ha realizzato per questo evento si intitola "I am not, yet I am".
Il critico Matteo Gardonio ha scritto di lei e della sua opera :"Ormai paladina di una pittura internazionale è Banafsheh Rahmani, ma non soltanto perché inserita in un contesto di primo piano che ha in Marlene Dumas la madrina di battesimo e in Hopper un parente nobile, ma per un pro lo che va ben oltre una necessità del dipingere; sempre più assistiamo a improvvisati dell’arte, e sempre meno a chi ha guadagnato dei titoli per un ambizione legittima. La pittrice ci presenta un doppio autoritratto, che ha del commovente; una lei con il trucco e una lei senza trucco, una lei fermata in uno scatto di anni fa e una lei odierna, una lei eterna e contemporanea. Quasi una sorta di duplice ritratto di Dorian Gray".


I am not, yet I am, 2018, olio su tela, 60x81
















Dice Banafsheh Rahmani sul proprio lavoro "I miei principali mezzi di espressione sono la pittura, il disegno e l'acquerello. Il modo in cui lavoro ha il suo valore: è spontaneo, rapido e immediato. L'argomento del mio lavoro sono i momenti malinconici e intimi della vita. Cerco di generare le emozioni più profonde connesse all'impulso della vita (Eros) e all'impulso della morte (Thanatos). Un elemento centrale delle mie opere è il corpo umano e il suo rapporto con la natura, costantemente predestinato alla perdita. Recentemente ho iniziato a creare un'atmosfera e uno spazio diversi scegliendo come mezzo di espressione il mio disegno, concentrandomi sulla natura e sul paesaggio dallo stesso punto di vista".


Silk road, DrawingSize: 12.6 H x 16.9 W x 0 in


Cloudy, 2016, 50x70 cm, Oil on canvas






Untitled Painting, 23.6 H x 31.5 W x 0.8 in

Untitled 2015 oil on canvas 30x24



Acrylic on Canvas. ''I Am History'' 


Seascape Drawing, 4.7 H x 4.3 W x 0.1 in


Biografia:
Nasce a Teheran nel 1972. Nel 1996 si diploma in pittura alla Azad University e nel 2002 consegue il “Master in research in Art”. Sempre a Teheran collabora con la Galleria Haft Samar e con la Galleria Bamdad. Durante la sua attività in Italia espone nel 2011 al MAR di Ravenna e alla Biennale di Venezia, nelle sale del Magazzino 26 a Trieste. Espone poi a Rotterdam dopo una borsa di “Artist in residence” alla Hommes Gallery nel 2013.
Nello stesso anno partecipa all’International Biennal of Contemporary Art on Environmental Sustainability nell’ex Macello di Padova.
Nel 2013 e 2014 vince “Artist in Residence” a Venezia e in Olanda, dopodiché sone i suoi lavori alla Hommes Gallery, Rotterdam. Collabora con la galleria Torbandena e ora vive tra Trieste e Vienna.

Riferimenti:






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