12 dicembre 2011

il ponte senza pietre

























Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
- Ma qual'è la pietra che sostiene il ponte? - chiese Kublai Kan.
- Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra, - risponde marco, - ma dalla linea dell'arco che esse formano.
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:
- Perché mi parli delle pietre? E' solo dell'arco che m'importa.
Polo risponde: - senza pietre, non c'è arco.

( da Le città invisibili - Italo Calvino)

Me lo chiedo anche io stamattina: qual'è la pietra che sostiene il mio ponte? Ognuno di noi ha una serie di ponti spirituali che s'innalzano dal proprio animo. Un ponte delle prospettive, un ponte delle paure, un ponte dell'amore che cerca di raggiungere la persona che amiamo, un ponte di sogni, che continua a cambiare luogo d'appoggio.
Il mio ponte d'amore è luminoso e luccicante al sole, quando c'è il sole. Ma le pietre di cristallo che lo sorreggono talvolta sono così trasparenti da dissolversi alla vista in controluce. Le pietre del mio ponte sono così evanescenti che talvolta sparisce parte del ponte, confondendosi con il panorama che attraversa. Mi chiedo allora un po spaesata... ma è così meraviglioso il mio ponte da unirsi alla realtà intera ( come facendo l'amore con lei) e per osmosi penetrare nella particelle visive di ogni cosa del mondo? o si sta semplicemente dissolvendo nel nulla e io, innamorata delle luci e profumi, non me ne sto accorgendo?
Senza le pietre, trasparenti o evanescenti o sbrilluccicanti che siano, non c'è alcun ponte, credo.
Rimane solo il desiderio o il ricordo, a seconda del punto in cui dove sei arrivato, ad attraversarlo.


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