8 febbraio 2012

assoluto e non tempo



Adrian Waggoner











Parlano poco gli alberi, si sa.
passano tutta la vita meditando
e muovendo i loro rami.
basta guardarli in autunno
quando si riuniscono nei parchi:
soltanto i più vecchi conversano,
quelli che donano le nuvole e gli uccelli,
ma la loro voce si perde tra le foglie
e assai poco percepiamo, quasi niente.

è difficile riempire un piccolo libro
coi pensieri degli alberi.
tutto in esso è vago, frammentario.
oggi, ad esempio, mentre ascoltavo il grido
di un tordo nero, di ritorno verso casa,
grido ultimo di chi non attende un’altra estate,
ho capito che nella sua voce parlava un albero,
uno dei tanti,
ma non so cosa fare di quel grido,
non so come trascriverlo.

(Eugenio Montejo)




Così mi sento oggi, la forza di marea si è allontanata a riprendere poco a poco corpo. Alla fine del respiro c'è un attimo di nulla, in cui l'aria non esce e non sta ancora entrando. Lì, è un piccolo spazio grande come un punto, non ha forma nè peso, e in quanto al tempo se ti concentri lo puoi dilatare e ogni parametro di dissolve. Il tutto e il nulla. Il non fare e il non pensare. Così mi sento oggi, perchè non so cosa fare di questo pieno che sento, nè come trascriverlo. Un suono muto e profondo. Oggi il non usare le parole per dire non è mancanza ma pienezza e assoluto.




Nessun commento:

Posta un commento