24 febbraio 2012

impegnativa





Dopo molti anni, mi riconosco abbastanza. Sono e voglio Essere me stessa. E per Essere di più, totalmente, a volte devo Fare. Costruirmi ancora. Conoscermi, accettarmi, e poi Agire di conseguenza.
Anche nelle relazioni con gli altri.

Le spinte a Fare, piuttosto che Subìre, le sento nel mucchio come lampi quasi impercettibili di luce. Mi dànno la direzione a me necessaria ad andare avanti nel completamento del mio essere. Come indicassero un passaggio delicato nel libro di filosofia da leggere, passaggio forse impegnativo o doloroso, ma che può dare comprensione al testo tutto.

Così, immersi tra piumaggi e righe di paure, "regole", buonsensi, svicolamenti e preservazioni, dignità prestabilite, sfiducia nelle sensazioni, trovo piccoli segnali catarinfrangenti. Appena poggio lo sguardo su di loro, mi rimandano indietro luce. Ecco, quella è la Direzione.
Non so da dove mi venga la spinta che mi porta a girare la macchina e tornare nel luogo del delitto se non l'ho Compreso bene. O a fare un altro passo al buio, nonostante il rischio di scivolare. O a osare uno sguardo diretto in più, per rilanciare il gioco un centimetro più avanti.
Ho una fame atavica di ragione emotiva che non mi dà pace finchè non viene soddisfatta.


A volte, come ieri, sono consapevole, metro dopo metro nel mio avanzare, che sto vivendo consapevolmente una possibile svolta, che sto agendo pienamente, nel modo che so completare la mia essenza.

Lo so che starmi vicino è impegnativo, se una persona vuole conoscermi a fondo. Sono impegnativa anche per me stessa, figurarsi. Ma dopo questo, al di là della apparente fatica, per chi sa vedere e non si scoraggia, c'è un senso di libertà estremo, sconfinato, assolato e fresco allo stesso tempo.
E' il luogo dove aspiro a muovermi. La libertà di essere me stessa profondamente e di accettare l'altro nella sua profonda essenza.
Non essere paurosa, mi dico. Non chiudere gli occhi. Alza lo sguardo e sostieni in questa tua ricerca anche chi, se accanto a te, non riesce istintivamente ad alzare la testa. Incoraggiatevi. Nulla può accadere che non sia la Verità. La Verità è irremovibile, la Verità è la Realtà. E la Realtà c'è, che la guardi negli occhi o no.

Un amore è un amore, che lo dici o no. Un bacio è l'ultimo o il primo, che bari o no. Una persona non fa più parte del tuo cuore, che lo accetti o no, che lo riconosci o no, che lo rifiuti o no. Una persona la perdoni che sia giusto o no.

I limiti di ognuno di noi, ci sono e si parano davanti ai nostri occhi. I limiti dell'altro anche. Uno specchio di piccole scaglie di paure, diverse o simili. Che ci sono, che noi le ammettiamo o no.
Così, a volte, anche se mi comporto come un guerriero Ninja, anche se è quasi insostenibile a momenti la schiettezza delle mie parole, o quasi incomprensibile il mio comportamento che mi spinge a certi gesti, chi è davvero di fronte a me deve sapere che è un regalo vero.

E' una estrema considerazione della sua elevata potenzialità. E' un donare la mia Essenza e porgere questo piccolo dono tra le mani dell'altro. E' un gesto di grande Fiducia in chi riceve il mio dono e in tutte le persone che lui rappresenta, una fiducia nell'Altro, in cui mi denudo e mi metto in gioco, cercando con coraggio, la Realtà.
E' Amore, anche questo.

1 commento:

  1. Mi hai ricordato una delle mie frasi preferite, scritta dalla grandissima Marguerite Yourcenar :
    "Dove trovare scampo? Tu riempi il mondo. Non posso che fuggire in te stesso."

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