8 gennaio 2009

Storie di femmina, istinto e coraggio

1gelosìa [ʤelo'zia] s.f.
1 sf
ansietà tormentosa di chi teme di perdere l'amore della persona amata
2 sf
rivalità, invidia che nasce da vere o presunte preferenze
3 sf
piccolo sportello, praticato nella parte inferiore di una persiana, che si apre inclinandosi verso l'esterno; anche l'intera persiana.

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Io non sopporto essere gelosa. E' come un mal di testa che non passa, è una specie di rimasuglio di cibo tra i denti, è un sassolino che non è nella scarpa, ma è rimasto impigliato tra la calza e il piede. Scrolli, scuoti, sbatti la scarpa, il piede, ma no, rimane lì, casomai si sposta un pò, ma appena riprendi a cammianre, eccolo lì, che pungente si fa sentire.
Odio la gelosia quando con tutto lo sforzo che fa la mente e la logica, si attenua un pò, ma che appena ti rilassi, zac, esce fuori e ti invade il petto.

Io non sono gelosa senza motivo. 

Certo, un geloso se lo trova sempre un motivo.
E poi la gelosia è sintomo di insicurezza no? Oppure di corna! o di messaggini sul telefono. O di telefono dell'uomo rigorosamente nascosto nelle tasche o portato in bagno, all'occorrenza.
Ok, ok, lo so, lo so le supposizioni non valgono, i timori sono solo timori, mica realtà. La fiducia è la prima cosa, nel rapporto. Si si, ho capitoooo.
Ma il sesto senso? dove lo mettiamo il sesto senso? quel qualcosa di impalpabile che ti sussurra all'orecchio che anche se nulla di davvero grave sta accadendo, qualcosa di poco chiaro c'è? Nella mia vita il sesto senso ha sempre avuto ragione.

Vi racconto una storia:
C'ERA UNA VOLTA, molto tempo fa, un uomo e una donna su uno scoglio a prendere il sole di luglio. Lui faceva le parole crociate, lei leggeva un libro. C'era serenità e pace, tra loro. Lui qualche giorno prima le aveva chiesto cosa ne pensasse di ristrutturare una casa in campagna, per la precisione un vecchio granaio con delle travi bellissime. Nessun'ombra, tranne qualche divergenza di tempi nella relazione, come spesso accade, tra uomo e donna.
Estate quindi, mare, sole, pace.
La donna legge e rilegge la stessa pagina di quel libro. Inizia ad agitarsi, alza la testa guarda in giro, fissa l'orizzonte. Poi sospira e si rimette a leggere. Ma è inquieta. Legge e rilegge, sempre più attenta a centellinare parole o pensieri, o non si sa. L'uomo non si accorge di niente,
come spesso accade, tra uomo e donna.
Ad un certo punto la donna sembra aver raggiunto uno stato di resa a ciò che va fatto. Chiude lentamente il libro. Lo appoggia sullo scoglio vicino, carezzandogli la copertina con una mano. Si alza, barcollando tra le punte degli scogli e, non senza una certa grazia dei movimenti unici che sono mossi da un fine importante, raggiunge l'uomo, seduto con le gambe a penzoloni. Gli si mette proprio di fronte, quasi tra lo spazio delle ginocchia.
Lui non può che alzare gli occhi dai cruciverba, la guarda attraverso gli occhiali da sole firmati e sorride.
"Ciao gigetta" le dice, come sempre. La donna è seria, ma non arrabbiata. Rassegnata ad un'azione che deve portare a termine, lo sa di non avere scelta, ormai. Lo guarda triste negli occhi. 

Quando uno stato di coscienza arriva a portarti a galla una realtà, non hai scelta, la devi guardare in faccia.
Così fa lei. Lentamente alza le mani e lentamente toglie gli occhiali da sole all'uomo, che istintivamente stringe gli occhi, per il riverbero forte del sole del primo pomeriggio.
Gli occhi di lui sono azzurri, di un azzurro grigio molto striato. Le ciglia castano chiare, e intorno delle rughe, che fanno parte di un certo fascino che hanno gli uomini di quell'età.
La donna abbassa lentamente le palpebre come a prendere l'ultimo respiro di coraggio e sottovoce, lentamente ma in modo estremamente chiaro, dice:
" Dimmi quale donna hai conosciuto due mesi fa, e stai frequentando."
Occhi negli occhi, respiro sospeso. L'uomo, dopo due o tre secondi, deglutisce, ma non trova saliva. Un piccola smorfia all'angolo della bocca.
Ecco, si dice tra se e se la donna. Ecco.

Dopo poche ore lei saprà da lui che una donna c'era, e c'è, conosciuta un paio di mesi prima, frequentata qualche volta per puro interesse umano
( le tocca sentire questo, si) e poi invece, una cosa tira l'altra e insomma, anche una vicinanza fisica non esagerata (si, si, lui le dice proprio così). Alla fine della giornata lei saprà che lui va regolarmente a letto con questa donna da due mesi, ma, come sottolinea lui, solo il martedì. Perchè mica la ama. Ha solo ceduto al richiamo della carne, perchè la relazione con lei era impegnativa, lo metteva di fronte a certe scelte e sai, gli uomini sono così, cercano sempre altrove uno scampolo di libertà, quando stanno per impegnarsi. Gli uomini sono così, le ripete lui, non riescono a dedicarsi completamente ad un progetto con una donna. E poi l'"amante" ha sempre un modo diverso di fare sesso, perchè la trasgressione e il proibito sono un eccitante fortissimo. E la donna che non hai come tua, è sempre più desiderabile.

Negli spasmi di dolore nella mente della donna si forma anche un flebile pensiero:
" Ma che cazzo dici? pensate di essere gli unici, voi maschietti, a godere della trasgressione? a desiderare altre persone? ad avere tentazioni?"
Ma il dolore è più forte della filosofia spiccia. La delusione è incommensurabile.

Dopo qualche anno quel libro è lì, nella libreria della donna. L'uomo in questione non c'è più. La storia è andata avanti così: dopo mesi di tentativi, la donna ha ceduto al pentimento e lentamente lo ha riaccolto. Perchè quella donna, crede alle persone. Dopo qualche mese in cui cercavano di ristabilire una relazione pulita, accade un giorno, in un letto, in una siesta pomeridiana, che lei, ancora una volta gli chiede, tranquilla e sottovoce : "Dimmelo piano, voglio godermi questo momento, posso davvero, a questo punto, stare tranquilla?".
Nuovamente pochi secondi di silenzio tagliano l'aria e l'uomo risponde, come un ragazzino trovato senza compiti fatti dalla prof.
"Non posso nasconderti nulla, gigetta, sei incredibile. Non sono degno di te, mi sento sporco. Si la vedo ancora, l'ho vista anche l'altro ieri. Ma era perchè sotto le feste si è tutti alla ricerca di calore, e allora volevamo solo farci gli auguri, e poi sai, una cosa tira l'altra..."

Il libro, dopo qualche anno è ancora lì, dicevo. L'uomo no. Ogni tanto la donna passa davanti a quel libro e si ricorda perfettamente quella pagina, letta sullo scoglio. La frase era questa:

"Per l'ingenua e la donna dall'istinto leso, la cura è la stessa: esercitarsi ad ascoltare l'intuito, la voce interiore; vedere quel che si vede; ascoltare quel che si sente; e poi agire. In base a ciò che si sa essere vero".

e ancora:
"La paura è una scusa modesta per non fare il lavoro. Abbiamo tutti paura. Se sei vivo, hai paura."

e ancora la più importante:
" Che cosa c'è dietro? Cosa non è come sembra? Cosa conosco nella profondità del ventre che vorrei non sapere? Cosa in me è stato ucciso o sta morendo"

Quando sarai pronta ad aprire la porta della verità, e sarai pronta a scoprire la peggior cosa che temi e a reggere qualsiasi cosa tu possa scoprire dietro, quello, quello è il momento di essere vivi. E di aprire la porta.

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Così ho vissuto finora.
Non credo di dover cambiare adesso. Almeno non per paura.

Il libro é:

DONNE CHE CORRONON COI LUPI _ il mito della donna selvaggia_
Clarissa Pinkola Estés
ed. Frassinelli


6 commenti:

  1. Uomini e donne, forse è vero, sono molto diversi (gli uomini vengono da Marte, le donne vengono da Venere)
    Ma mi sento di dire che in un rapporto ci sono due persone, e a volte (ultimamente troppo spesso) una delle due può causare un profondo dolore all'altra.. Ecco, credo che questo dolore non abbia sesso o età o nome.. non sia prerogativa di una o dell'altra "parte"..
    A volte le situazioni sono risolvibili, a volte è meglio prendere un'altra strada..

    Ciao, Luca..

    ps. spero che la tua sia una storia inventata

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  2. purtroppo no, non è inventata, anzi, parecchio edulcorata.
    E naturalmente quella strada è stata abbandonata...

    ciao

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  3. allora ti auguro di essere felice nel tuo nuovo cammino.. di sicuro quello non era la tua anima gemella...
    Luca

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  4. Ti ho letta per caso, ti ho capito da subito... istinto e coraggio... Cla

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