15 gennaio 2009

Spiegel Im Spiegel - Arvo Part

Ci sono foto, panorami, sguardi, musiche, suoni, odori che sembrano sparsi per il mondo come da una grandissima mano che sparge sale per dare sapore.
Danno vita a momenti, luoghi, sensazioni che prima non c'erano e si ricavano un tempo loro, come a crearlo dal nulla in mezzo al tempo reale.
In questo spazio di sensazioni ogni uomo è tutto l'Essere e un canale di coscienza senza razione si apre nel petto e attraversa tutto l'Esistente, correndo in varchi immensi a velocità del pensiero, aprendo gallerie emotive istantanee e voragini immense, boschi e lacrime, nostalgie e futuro.

Ascoltando Spiegel Im Spiegel di Arvo Part accade questo in me. Una piccola parte assolutamente nascosta e dimenticata di me, alle prime note si ferma, alza la testa bambina e rimane così, immobile, ad occhi spalancati, senza respiro, in totale ascolto di queste note lontanissime e fluide che la scivolano non so dove.

La prima volta che l'ho ascoltata, sdraiata
in un pomeriggio in penombra, l'ho subìta senza accorgermene, mi ha cullato lievissimamente invadendomi come un'onda tiepida il petto, penetrandomi la non coscienza come un ago morbido e in un silenzio che invece è musica mi ha dato l'illusione apparentemente eterna, come tra le braccia calde e sicure di un papà, di essere al sicuro.

Era marzo 2006.

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