20 agosto 2011

estate














C'è un cielo nero impetuoso che tossisce lampi altissimi illuminando di viola il contorno delle nuvole. C'è un lieve vento caldo che cambia direzione ogni minuto, e amalgama aria salata e profumi di terra. C'è un tratto dell'orizzonte immaginato che è puntinato di luci vibranti in lontananza. C'è l'estate matura. Un guscio di spiaggia di sassolini chiari, arrotondati, schiarisce un angolo di sguardo. Il rumore stanco e mai stanco del mare, dà un ritmo morbido alla notte. C'è la notte. Sopra al mare.
La notte e il mare hanno le stesse sfumature del nero, è solo la consistenza della loro materia a renderli diversi.
C'è l'acqua accogliente quei corpi rifrangenti qualche altra luce.
C'è che lei ha freddo, appena immersa, ma ride e guarda i lampi nel cielo, come una ragazzina. Muove le gambe libere nell'acqua e si sente come avesse la coda di sirena. La pressione le arrotonda le forme e la sospinge in alto.
C'è che lui nuota a qualche metro da lei, senza avvicinarsi troppo, e mette la testa sotto a cercare i plancton luminosi dell'estate. E' anche un ragazzino che gioca.
Nessuno dice nulla. I rumori della natura si alternano ballando, lo scorrere dei minuti segna il tempo.
C'è che sotto il pelo dell'acqua lei stende il braccio, verso di lui. Nessuno può vederlo, quel braccio intinto nel nero, con la mano aperta, frange nascoste che accorciano la loro distanza. E' solo una piccola cima lasciata andare con la corrente verso di lui. Sorridono, sopra la superficie del mare.
La distanza di due braccia tra loro.
C'è che la mano di lui si allunga, il braccio si stende, sotto il pelo dell'acqua che copre tutto. Nessuno può vederlo, quel braccio intinto nel nero, con la mano aperta,  frange nascoste che accorciano la loro distanza.
Si guardano sereni come fossero stabilite le distanze, grati anche di potersi guardare, come corona quel mare e quella notte.
E' in quel momento che le dita aperte di lei sfiorano quelle di lui, sotto il pelo dell'acqua, a metà strada tra le loro teste. Gli sguardi nell'oscurità sorridono. Due mani si incontrano nel mare, si toccano. Le dita si intrecciano, si riconoscono, si tengono.
Nessuno dice nulla.
Pochi istanti, in quell'agosto pieno, in cui due stelle cadenti vibrano nel mare nero. Desideri che non si sanno esprimere.
E' un'estate matura.


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