6 agosto 2011

Volevo dirti baciami

opera di Serena Cole
Volevo dirti baciami, ma non l'ho detto.

Perchè i baci giusti arrivano da soli e con una carrucola invisibile trainano una bocca vicina all'altra, senza cigolii.
I baci certificati doc sono una maionese che non impazzisce, lievita soffice, invece. I baci non si chiedono, ne' si dovrebbero subìre. Chiedere un bacio è come aspettare un "anch'io" dopo un "ti amo": l'aria intorno si cristallizza un po, le curve diventano spigoli, il respiro un'apnea.

Volevo dirti baciami, per togliermi il pensiero. Perchè i baci non nati rimangono stampati nell'immaginazione molto più di quelli sbocciati. E nella coltre di ipotetico, cambiano durata, consistenza, sapore. Possono diventare i baci più belli del mondo, se non sono mai stati dati.

Volevo dirti baciami, ma piano. Così che duri a lungo il passaggio dal non bacio al bacio, quella sottilissima striscia di spazio e tempo, tra le labbra che stanno per appoggiarsi, in un piccolo, carnale, rimbalzo.

Volevo dirti dammi un bacio, ma forte. Come quei baci in cui uno non è più uno ed è diventato l'altro, i solido e il liquido si attorcigliano, sprofondando dentro. Quei baci che sono portoni pesanti che si spalancano pesantemente.

Volevo dirti baciami, e vai via. Così che possa ricordarlo come primo bacio, tagliando via l'ipotesi dell'ultimo. Che mi rimanga l'inizio, senza la fine. Il primo sapore, non l'ultimo morso.

Volevo dirti baciami, ma non l'ho detto.


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