9 marzo 2012

dedica

Le canzoni hanno mille vite, ogni loro ascolto risulta diverso, per la persona in cui entrano, per il cuore che le decodifica, per il momento della vita in cui si fanno "capire". Mille moltiplicato mille. Ancora di più. Mai una volta uguale a se stesse.
Ho ascoltato questa canzone la prima volta in piedi, accanto a una finestra, anni fa. 

(Oggi la dedico a un uomo lontano perché è il suo momento)





Incontrarsi e capire 
di guardarsi in un modo anomalo 
annusarsi e scoprire 
di piacersi in modo quasi inedito 

abbracciarsi senza tempo 
e dimenticarsi di dover andare via 

ma come mai/resto qui/a chiudere i miei occhi ancora 

MA SONO PROPRIO IO E MI RICORDO BENE 
LE TUE PAROLE DA SPALMARE PIANO SU DI ME 
SONO STATA IO A CHIUDERE LA PORTA 
A NON VOLER AMMETTERE 
IL PESO DELLA MIA LIBERTA' 

incrociarsi per errore 
e far finta di non riconoscersi 

ma come mai/sono qui/a vivere nel buio ancora 

MA SONO PROPRIO IO E MI RICORDO BENE 
LE TUE PAROLE DA SPALMARE PIANO SU DI ME 
SONO STATA IO A CHIUDERE LA PORTA 
A NON VOLER SENTIRE TUTTO IL VENTO CHE C'E' 
MA IL VENTO E' COSI' FORTE CHE SBATTE LE FINESTRE 
E RIESCE AD ARRIVARE ANCHE DOVE NON VORREI 
MA SONO STATA IO A SPEGNERE LA LUCE 
A NON VOLER AMMETTERE 
IL PESO DELLA MIA LIBERTA'.




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