6 marzo 2012

rituali e ascesi

E' impagabile la mezz'ora di silenzio e ronzii attutiti della mattina, dopo che i ragazzi sono andati a scuola, prima che io inizi la giornata di doveri. Rituali privati, personali e non condivisibili.
Spesso la solitudine si trasforma da stato di grazia a pena. Ma sono momenti quotidiani come questi che ristabiliscono l'ordine magico.
Io inquieta e complessa, sono viziata da me stessa. Dalle mie ascesi. Le unghie ritmiche di un gatto, lo sguardo assonnato del cane, la luce del giorno che si fa più decisa, il caffè come lo voglio io, le mie foto, i piedi scalzi, il torpore visionario della mente non completamente attiva, le parole, le cose immobili, il rumore lontano della città, il chiamare dei gabbiani sul tetto, il cielo diverso, la linea del mare dalla terrazza. mantra per raggiungere il luogo. Dove sono libera.
Se mai accadesse che questa magica e silenziosa pace sia un giorno, per un solo minuto, condivisa con una persona, naturalmente, senza che si frantumi in mille cristalli, non avrò più dubbi che tutto questo andare abbia avuto compimento.



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3 commenti:

  1. Non aver dubbi. Il tuo andare s'è compiuto, all'ovest, in uno splendido tramonto! Condiviso - per un minuto - nella "magica e silenziosa pace" del mio allenamento...

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  2. Mariano, vedo solo ora il tuo commento. Abituata ad averne così rari. Mi ha fatto piacere :)

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