14 marzo 2011

La zattera in me

Caroline Westerhout





 [...] "Non ti preoccupare se ti tocca compiere il tuo dovere e intanto freddo o caldo ti tormentano; se la testa ti cade pesante di sonno o se invece hai dormito a sufficienza; se mala voce t'accompagna oppure coro di lodi; se stai affrontando pericolo di morte o sei in qualche altra condizione diversa. Del resto anche questa è una delle azioni che la vita seco comporta, questa appunto, quest'azione per cui si viene a morire. Anche in punto di morte basta dunque che ben si disponga dell'istante presente.[...] Ogni qualvolta ti perturbano nel profondo eventi che intorno ti si addensano, rapido ritorna in te stesso; e più di quanto necessità ti costringe, non t'allontanare da un'ordinata e armoniosa dignità d'azione. Oh! sarai più valente nella scienza del ritmo e dell'armonia se ininterrottamente ad essa ritorni. [...]
tratto dai Colloqui con se stesso di Marco Aurelio




Per molto tempo l'Ignoranza del centro d'equilibrio mi ha squilibrato fino a farmi credere che fosse giusto, la non consapevolezza dell'azione, che fosse sano l'istinto emozionale lontano dalla consapevolezza del gesto, come se quest'ultimo ne privasse di realtà e integrità.
Confondevo la Consapevolezza con il calcolo strategico dell'Essere.
Dopo anni di di inquietanti domande che rifuggevo per non togliere spontaneità al Sentire, è stata la vita a non darmi tregua, a tirarmi avanti nelle onde alte, e io con lei, aggrappandomi ai legni di passaggio, e talvolta a prendere fiato (dai sensi) , galleggiando qualche minuto ( in alte percezioni).
E trovando finalmente il valore di quei minuti, eterni, mai vissuti e sempre stati, di Essere. Salva.

Nessun commento:

Posta un commento