18 ottobre 2008

Ritardo e parmigiano





Vestita con un minikilt da lolita rosicchio una crosta di parmigiano, sporcandolo di rossetto.
Ma cominciamo dall'inizio:
Ho appuntamento con il mio migliore amico che è reduce da due feste di compleanno nello stesso giorno. Mi passerà a prendere e andremo alla terza. E poi in un locale trendy, un pò sdrucito, un pò "nonsononmicafighetto" dove ci sarà un altro amico che mette la musica.
Avevo previsto una serata da sola a casa, mogia un pò nostalgica, un pò tristina, diciamolo. Ma sentivo quasi di meritarmela. E invece, reclutata nel pomeriggio mi sono preparata a puntino, e sono pronta da ben 50 minuti. No, no, io non sono mai in anticipo, proprio mai mai, neanche a partorire. Ma lui è siciliano. Rilassato. E va bene così.
Solo che mentre mi pregustavo le schifezze mangerecce da festina di compleanno già un'ora fa...ora ho una fame improvvisa e urgente che mi mangerei anche lui. Ceno? ma no, magari suona ora. Mica mi posso mettere a cucinare alle 10 di sera prima di uscire. Apro il frigo e saltella fuori solo il prosciutto dei ragazzi, il resto è come dire crudo. Io non mangio carne. O meglio carne che camminava. Quindi, risultando che il prosciutto era proprio parte integrante di un arto di maiale che gli serviva per camminare, io passo. Chiudo e riapro nevroticamente un paio di volte il frigo, come se all'improvviso si potesse materializzare all'interno, non so, un tramezzino ai carciofi, un avanzo di pasta di ieri. Macchè, niente. Sempre il prosciutto che mi guarda. Io lo guardo e faccio no con la testa. Sì mi sento almeno particolare a parlare al prosciutto. Ma tutto sommato ci è abituato. Infatti fermo immobile come un cartoccio di prosciutto sa essere, mi fa notare la sua sinistra. Ma guarda un pò cosa c'è lì, di traverso, con il domopack tutto rovinato. Un retro/formaggio. Il sedere del parmigiano! Lasciato lì, per lo stesso magico meccanismo per cui spero che nel frigo succeda qualcosa quando non lo guardo. Magari che si autorigeneri e ritorni quel bel triangolone giallo ora che era una volta. Invece no, un vecchietto secco. Ma ciao, avanzino. Faccio la gentile...Mi stupisco di me stessa mentre appena un attimo dopo il mio dolce saluto, arraffo velocemente l'affare e con un gesto fulmineo lo spoglio e voracemente lo addento, rossetto o no, io l'addento. E gli faccio anche le corsie con i denti.

Eccomi. Il mini kilt, le scarpette con i tacchi, borsina e occhi sfumati di blu.
Che rosicchio una crosta di parmigiano. E me lo gusto proprio, e non voglio sprecarne neanche un ricciolino. Mi piace tanto, mi ha fatto scattare la fame vera e ora lo sto riducendo a vista d'occhio. Ora è così sottile che si piega, ommioddio ho inventato il parmigiano elastico. Ma non devo arrivare a fare il buco, tutti lo sanno quante schifezze ci stanno appicciate alla crosta del formaggio. Tutte le mamme lo dicono e tutti lo sanno, mi dico mentre mordo, risucchio e mastico avidamente quel rimasuglio.

Drin!
Mi fermo. alzo lo sguardo fino alla superficie del frigo di alluminio. E vedo una quarantenne con una gonnellina improbabile, la giacchetta già su, con un cosetto ex giallo oro (ora ormai color mattone) molliccio e bagnaticcio in mano, con la bocca indicibilmente sporca. Un alone rosso bordeaux aleggia su mia mezza faccia, l'espressione è stupita. Direi anche piuttosto stupida.
Ma chi sono io?
riesco solo a chiedermi, prima di raggiungere lo scottex e grattarmi le labbra paonazze.

Esco senza rossetto, in fondo è trendy anche questo.

2 commenti:

  1. "ommioddio ho inventato il parmigiano elastico"

    Chapeau!

    B.

    :)

    RispondiElimina
  2. ma alla fine il siciliano è arrivato, le schifezze da mangiare alla festina di compleanno pure e tutti abbiamo decretato: "last night my dj saved my life"

    RispondiElimina