26 ottobre 2008

Navigatore personale che la sa lunga


Ormai è sicuro, non ci sono alibi. E' l'età. Ok, mica sono vecchia, ma ho vissuto abbastanza perchè avvenga questo fatto strano. Cioè è come avere imbragato sulle spalle un aggeggio con un ferro ricurvo che mi arriva sopra la testa e attaccato là sopra, una specie di angioletto. Ok, diciamo un esserino, non un angioletto. L'esserino sono io, o meglio, è una me stessa uguale ma con una vista mooooolto più acuta di me. E poi, diciamocelo, è anche più facile da lassù vedere più da lontano.
Dunque, io non sono più sola. C'è un'altra me che galleggia a un metro sopra la mia testa e che come mestiere guarda. Guarda tutto, davanti, dietro, anche direttamente sotto (e lì ci sono io) e ogni tanto guarda pure in alto (e lassù non so cosa vede).

Io qui sotto sono assorbita dal vivere, mio figlio che improvvisamente rompe una clavicola a un compagno di scuola, mia figlia che si fa fare 45 treccine sulla testa (dicendomi perplessa a metà lavoro: mamma, ma non mi sembra che tu ti diverta...), un lavoro che sembra aumentare di giorno in giorno in modo inversamente proporzionale al guadagno, una casa che sembra rimpicciolire in modo direttamente proporzionale alla necessità di spazio dei suoi abitanti, insomma un grovigio di desideri e necessità e arrancamenti e sacrifici, degno di un film drammatico/comico.
Là sopra l'esserino, l'altra me stessa, esonerata dal vivere reale, che medita. Guarda l'orizzonte spazio temporale e ogni tanto mi lancia un segnale. Una sorta di navigatore personale.

In questo periodo la mia appendice galleggiante visionaria mi dice sempre la stessa cosa. Io sono qui sotto impegnata in mille attività, e lei lassù che cerca modi per comunicare e mica è semplice farsi ascoltare da me, in questo casino.
Ale, non perdere tempo.

Questo mi dice.
Non aspettare, che non c'è niente da aspettare.

Questo mi ripete.

Ale, guarda i bisogni di oggi, e cerca di soddisfarli, oggi. Non aspettare.

E poi insiste, mica desiste.
Ale, ora lo sai cosa vuoi. Prendilo. Oppure no. Ma sappi che non arriverà, aspettando. Ale, la vita è oggi. Oggi. Oggi!

Io, qui sotto, mentre faccio la doccia in 22 secondi, mentre sto con gli amici, mentre scrivo sul computer e c'ho il crampo alla spalla, ogni tanto faccio finta di non sentirla. Accidenti non posso stare tutto il santo giorno ad ascoltare questa qui che mi dice, oggi, oggi, oggi!

Però lei fa il suo mestiere, e lo fa a puntino. Così stamattina di domenica io sto qui, e l'ascolto.
Si, ci penserò, esserino con la vista lunga. Ci penserò a ciò che voglio davvero. Non domani. Non dopodomani, non quando avrò tempo.
Oggi, oggi, oggi.


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