25 febbraio 2011

I messaggi

Vado tutti i giorni in riva al mare: ho imparato a
decifrare i messaggi degli uomini.
So di fogli, grigi o gialli, con grafie disperate dentro bottiglie
che non possono essere aperte dalle onde. Grida,
gemiti alla deriva che giungeranno intatti fino al Baltico o
al Mar del Giappone.
A forza di trovarli tra la sabbia, provenienti da tutti
i punti della terra, so riconoscere i quattro versi
del languido, la sua richiesta d'aiuto rimata in strofe
impeccabili.
So distinguere lacrime dozzinali con cui quelli di
cattivo gusto sigillano il loro appello, le imprecazioni dei
violenti e il tono freddo degli orgogliosi.
So riconoscere il messaggio del nostalgico: appone
sempre ben chiari nome e data.
L'abitudine a ricevere messaggi mi permette di affermare
che dietro ogni cuore disegnato si nasconde un'anima di
una vergine, così come gli anziani disegnano orologi e gli
adolescenti ghigliottine.
Ci sono lunghi lamenti: appartengono al vanitoso,
che descrive prolissamente le sue aspirazioni e tutto
quanto tradisce il tempo, tutto quanto si è trasformato in
nulla e in menzogna.
una donna di carattere aggiunge il ritratto in cui la si vede
di profilo, seria e altera, con un vestito da cerimonia
e una collana di zaffiri.
Il credente esige; l'incredulo supplica; l'indifferente si
dimentica di firmare.
la lettera del saggio è un foglio bianco.

( Abilio Estèvez)


Ho voglia di chiudere un messaggio in una bottiglia. 
Cosa scriverei?
Amami come ti ho amato.

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