21 febbraio 2011

La tua testa sul mio petto è un buco d'amore
















C'è quell'altro
bambino, che non
cresce,
          che siede
scuro, gli occhi
due biglie — tutto
abbozzato, che 
ronza una sua
storia su per i miei
polmoni,


             che
poggia la sua
testa contro il cuore e mi fa
buca.




(Elisa Biagini — da L'ospite )




Elisa è del'70 , fiorentina, ha vissuto molti anni negli Stati Uniti ed è poi ritornata nella sua toscana, a scrivere. Femminilità domestiche, crudezza d'amore, specchi rotti e orizzonte casalingo. Ricorda le poetesse americane che hanno fatto storia, da Sylvia Plath a Anne Sexton. Le sue poesie sono sincopate, sospese, crude e disperate, al contempo ferme e concrete, e alla ricerca di un equilibrio che forse non si trova mai, e si rimane con il respiro sospeso.


Ho scelto questa poesia senza titolo, per l'immagine/pensiero che ho questa mattina. 
Appoggiare la testa di chi amiamo sul nostro petto, è un gesto di amore trasversale, genitoriale, amicale, amoroso, universale.
Perchè non dirlo, perchè usare tempi passati, presenti, futuri, cosa importa? 
L'amore è. Non chiede permessi o tempi di recupero. 

Tenere appoggiata la sua testa sul mio petto è un buco d'amore che mi espande. 

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