18 febbraio 2011

Onestà delle forme






Ogni volta che torno a vedere (adesso ho tempo per farlo) nella memoria i dettagli degli incontri del tuo corpo con il mio, mi resta un’interrogativo. Forse ingenuo. I nostri corpi non perfetti, ma perfetti in quelle condizioni erotiche. Azioni prevedibili dall’esterno, ma mai scontate e mai banali dall'energia interna. La volgarità non sfiora neppure le scene più forti. Che se non l’avessimo vissute con tutta l’anima, sarebbero pornografiche. 
Quindi, esistono anche corpi imperfetti e ciò nondimeno stupendi. Andrebbero esibiti come tali? o invece risultano stupendi perchè celati, privatissimi e all’ombra della perfezione che si dichiara nelle vetrine? Non sarà che se fossero esaltati, celebrati, illuminati, con forza e delicatezza, perderebbero la connotazione di imperfetti allineandosi a quelli perfetti e forse superandoli, in vita e passione? 
Pelle striata da troppo sole, cicatrici antiche, i seni non pieni, pieghe nuove. Raccontano la vita vissuta, la fatica e l’intensità di reali concessioni e rapimenti di passione. La perfezione patinata di glutei a compasso e addominali contratti a ogni respiro, sono disegni geometrici di proiezioni ortogonali teoriche. Anche reali, in molti casi. Ma quale festa dei corpi voluttuosa e sudata possono aver mai percepito dalla vicinanza di un respiro? Fianchi che mai hanno contenuto mani affondate, seni che mai hanno allattato o che poche mani hanno stretto davvero, potentemente. Jeans mai strappati, colli mai succhiati avidamente, capelli mai tirati. La perfezione apparente, che ci contorna nelle labbra tese negli sguardi fissi di qualsiasi signora benestante, la gommosità dei seni copiati dalle foto ci accerchia, ma è un furto indebito ai ventanni. 
Altro è l’onesta delle forme, la passione degli anni, la cura perchè no, ma rispettosa dello svolgimento della vita come tale, piena, appassionata e consapevole.

2 commenti:

  1. quanto sono d'accordo con te, cara Alessandra. Proprio in questi giorni mi trovo ad inchinarmi dinnanzi agli esseri ordinari e imperfetti. Li guardo, sorrido e li trovo splendidi, meravigliosi. Ci trovo splendidi e meravigliosi. Come hai scritto l'altro giorno la vita si fa nell'ora, nelle piccole cose del quotidiano, è proprio e solo lì che noi ci dimostriamo per quello che siamo: straordinari eroi. Per coloro che cercano la perfezione ad oltranza, il sogno, lo straordinario, oggi come oggi provo molta compassione: non riescono a vedere la loro propria meraviglia. Buttano via il dono che hanno.

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  2. Che bello trovare un tuo commento qui, lontano dalla folla di fb :) in questo piccolo salotto di robe in libertà :)
    Grazie!
    viva l'imperfezione, tesoro bello.

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