3 giugno 2011

chissà il futuro












Chissà il futuro, pensai,
se era tutto così,
il passare della morte nel rumore confuso della vita, 
le gioie, insieme alle fitte di dolore.
Il cuore che invecchia e ringiovanisce all'improvviso. 
Finalmente mi sembrò che nulla più potesse farmi paura.


Dopo sei anni di ritardo, ho visto il film "I giorni dell'abbandono" di Roberto Faenza, con Margherita Buy e Luca Zingaretti. Sono sei anni che rimando di vederlo, ho sempre avuto paura di immedesimarmi troppo, di soffrire più di quanto già facessi. Per cosa devo vederlo? mi dicevo Per vedere altri due che si lasciano, che si gridano e si rincorrono? non ne ho abbastanza nella vita reale?
Invece è arrivato il momento che non credevo sarebbe arrivato mai, in cui vedi film d'amore struggente e non ti identifichi con tutta l'anima, in cui puoi anche ascoltare canzoni tristissime e non piangi, magicamente non piangi più. I riferimenti non bruciano come ferite aperte, in cui ci si sente galleggiare come su una zattera, al sicuro dalle onde e dal mare scuro.
E' un giorno di gioioso stupore, in cui la pelle è elastica e resistente, nuovamente luminosa.
E' la vita, che non finisce mai di tirarci fuori dal pantano. E ci permette di vedere l'amore degli altri finire, leggermente, come se mai nessun amore fosse finito a noi. Fino alla prossima volta.


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