6 giugno 2011

passaggio a livello ( ovvero: vita è una strada e io guido male)

Sto guidando tranquilla in città, ma non in centro, in quei quartieri residenziali con molti alberi. E' una scorciatoia per evitare il traffico e non sono ne' in anticipo, ne' in ritardo. Perfetto! Manca ormai qualche chilometro alla destinazione, o forse qualcosa di più, ma non mi preoccupo, canticchio rilassata una canzone, guardando la strada libera con piacere. Non ho ancora guardato l'ora, è molto piacevole essere così rilassati.


Cosa vedo laggiù? là in fondo sì,  come una nuvola scura che lentamente ma costantemente si avvicina spinta dal vento, la sbarra di un passaggio a livello vibra. Inizia ad abbassarsi.
noo, qui ci vogliono venti minuti finchè arriva e passa il treno... mi dico
Allora il mio sguardo lievemente cambia, si stringe un po'. Una specie di smania mi prende e accelero bruscamente. Ci provo, devo farcela! corro verso la sbarra ormai obliqua, con l'accelerazione che mi manda indietro la testa. Dai forse ce la faccio, ancora un attimo e forse riesco a passare, accelero di più... Ma niente: devo frenare bruscamente, per non finire contro l'ostacolo, definitivamente sceso, con un piccolo rimbalzo.
Eccoci qua. Spengo il motore. Un moto di civiltà anche nella seccatura.
Mannaggialamiseria. Non ci voleva, accidentaccio. Eh no, cavoli, e ora? per una volta che avevo tempi giusti,  una volta che sembrava andare liscia... no, sto maledetto treno deve passare ora?!
sono sempre più seccata, la classica ansia da automobilista in ritardo mi sta prendendo. Mi agito sulla sedia, guardo i secondi sull'orologio interno susseguirsi a quadretti di quarzo, ma... quanto sono lenti questi secondi? batto sul vetrino con l'unghia, mi sa che è rotto. Boh. Il treno non è ancora passato, la luce lampeggia lampeggia lampeggia... basta! voglio passareeee.


Ecco. Sono così, ora. Un passaggio a livello abbassato avanti a me, frena la mia andatura. Niente  grave, mi dico da sola, solo un po di pazienza, chessarà mai, sei allenata alla pazienza, continuo. E poi non avevi mica fretta prima...


si, si, certo (mi rispondo pure).


Ma, c'è un MA, MA sono stufa di aspettare, lo so, non è signorile, non è evoluto, non è maturo...
ma adesso che non posso passare... si, mi da fastidio! e voglio andare oltre e voglio essere libera di andare alla mia velocità, e voglio voglio voglio! sai che c'è? mi sono rotta le scatole di stare ferma, e aspettare, silenziosa e paziente. Mi sono rotta!


Metto la mano sulla chiave, giro lentamente, metto in moto. Sguardo freddo, faccio manovra. retro, sterzo, inverto la marcia.
Si, per soli 10 minuti di attesa rimasti, si, sono consapevole, rinuncio. 
Io torno indietro.




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2 commenti:

  1. Ciao! Sono Sibilla.. mi piace il tuo blog.. e anche questo pezzo.. comunque se ti può consolare anch'io guido male.. anzi malissimo.. Se ti fa piacere puoi passare da me! A presto...Sibilla

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  2. La parte più bella è quella dove piano piano, fai manovra e ritorni indietro.
    E' evocativa.

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