1 novembre 2008

Ciak

Da quando ho deciso di scrivere un libro, circa da 5 giorni, mi sono venuti in mente almeno 2 o 3 soggetti. Al giorno.
Punti di vista, soggettive, oggettive, scenari del passato del futuro, vite ipotetiche parallele, con risvolti drammatici, epiloghi comici, trame a sfondo giallo.
Un amico mi ha chiesto" se scrivi della tua realtà, sarai riconoscibile, potresti incorrere in reazioni impreviste, come ti muovi a proposito?"
Come mi muovo. Mi muovo che ormai, con sto facebook e sta carosella e sta vita in pubblico, non ci sono tanti altarini da scoprire. E mi muovo sul punto che la libertà è una parte del mio DNA, talmente radicata e scontata, che non mi pongo il problema.
Più volte, anche scrivendo qui, ho causato più di una telefonata o sms che finiva col punto interrogativo. Ma in un certo senso dò a questo un senso di bilanciere di coscienza. Io scrivo.
Cose finte, cose vere, cose sognate o temute. E chi legge faccia quello che vuole.
Quindi mi do ancora una settimana max per decidere. E poi comincio.
Ciak, si scrive!

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