16 novembre 2008

Tante

Quante volte nella vita si sente un clic nel telefono e si rimane lì, per qualche secondo, stupiti e offesi, attaccati al suono di un nuovo silenzio, prima dell'istante in cui ti rendi conto che sei stato escluso. Quante volte ci si sente sbagliati per aver alzato la voce eppure dentro lo si sa che era l'unico modo per difendersi, dalle parole taglienti. Quante volte si tocca il corpo di chi ci sta a fianco per dare un segno di pace. Quante volte si fa l'amore, ma l'amore rimane lì fuori, scuotendo la testa, a guardare il sesso che padroneggia. Quante volte si desidera di essere abbracciati e invece, si abbraccia.
Quante volte si ha di fronte una cosa bella, si allunga la mano a prenderla e ci si accorge che manca un centimetro. Un chilometrico centimetro. Un maledetto centimetro di razionalità, di paure, di anni di esperienze dolorose. Un centimetro pieno di immagini sognate, che non riescono a realizzarsi.
Quante volte si torna a casa con un senso di pace, e la consapevolezza che si sopravvive sempre.
Quante volte si sbaglia ancora, senza riconoscere che è così spesso lo stesso sbaglio, e non abbiamo nessuno che ci insegna a non sbagliare più. Quante volte i nostri desideri ci annebbiano la vista e ci impediscono di vedere. Quante volte le nostre paure ci irrigidiscono le pareti e ci impediscono di essere davvero raggiunti dall'altro.
Quante volte si riesce a credere che un bacio vuole dire amore. E che l'amore risolve tutto. E che l'amore vince, vince sugli impegni, sulle frustrazioni, sulle incomprensioni, sulla casa da pulire o le camicie da lavare, sulle telefonate violente, sul sesso senza baci. Quante volte si continua a dire, non voglio soffrire più. E questo non fa altro che far chiudere altre porte, una sull'altra, in un corridoio lunghissimo della nostra capacità di amare. E cercando di strutturare la nostra vita in caselle che ci riparino dalle incomprensieoni e dagli eventi, non si fa altro che accumulare ruggine sui cardini. E aprire la porta sarà sempre più difficile. E lasciarsi prendere dalle mani dall'altro sarà sempre più un'intrusione, nella placida tranquillità della sollitudine, costruite a da anni, l'unica hce non ci fa soffrire, non ci fa urlare, non ci fa difendere il nostro assurdo e innato bisogno di essere amati.

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