1 novembre 2008

Zone Umide

Io non ne sapevo niente, lo giuro. Sono andata sbirciando in un'ora d'aria dall'ufficio e tra le migliaia di libri esposti, ne ho comprati due. Uno di questi era in alto, tanto in alto per la mia non alta statura. Ma il fucsia è per me come miele per un ape.
Eccomi tra le mani "Zone Umide", di Charlotte Roche, giornalista trentenne vj tedesca. Tradotto in italiano da una settimana, questo apparente innocuo libretto rosa è un successo colossale su Amazon. Chi lo compra, leggo su una recensione oggi, lo compra per capire una volta per tutte cosa diavolo sia lo «smegma». Eh?? si, questa Charlotte Roche scrive un libro su umori vaginali, culi, caccole, ingoi, capelli strappati, pensieri senza censura, nè di tipo perbenistico, nè di tipo sentimentale. Insomma una delle cose più nominate è l'umore vaginale che le consente pure di risparmiare su certi lubrificanti.
La collana di Rizzoli (la 24/7) è quella che ha pubblicato anche il libro di Guia Soncini, "Elementi di capitalismo amoroso"( ok, ok, lo devo leggere), mentre in Italia i paragoni sono stati fatti con Melissa P.(che solo a nominarla mi viene in mente Maurizio Costanzo, quindi non la nomino più).
Queste "Zone Umide" invece, questa Roche, me la ricorderò solo per averlo iniziato e finito in una notte. Socchiudendo gli occhi di fronte a pagine troppo disgustose, ma andando avanti a quella dopo, che mi ha fatto ridere a voce alta (non molti ne sono capaci, per iscritto). Tutto ha origine da una rasatura anale malriuscita, che procura un taglio alle emorroidi e che la spedisce all'ospedale. Questa la location. La protagonista, un'adolescente tedesca, sguaiata quanto sola, greve quanto tenera, senza pudore quanto illusa bambina di genitori separati.
Ok, in certi passaggi è davvero pesante da leggere, soprattutti per noi "italiane beneducate" (al formalismo, preciso), anche se porta piccole grandi verità, tabù per chiunque, dalle tecniche di evacuazione nei cessi pubblici alle dettagliate descrizioni delle sue passioni sensoriale, prevalentemente, dalla mania di coltivare piccole piante di avocado (sue uniche amiche) al privato ...utilizzo dei noccioli, così grandi e lisci.
Questa Helen, si assaggia (intimamente) in tutto il libro, annusa il mondo, rimane sporca (non si lava) per esperimenti di seduzione estrema, sembra così senza limiti che confesso che m'è venuto talvolta da chiudere il libro. Ma poi a farmelo riaprire è stata costantemente qualche riga di tenerezza, un velo di solitudine che copre tutte le pagine, che la porta a flagellarsi si nascosto per poter rimanere ancora lì, nell'ospedale dove sembra trovare un unico amico, dove spera di trovare un incontro tra i suoi genitori.

Io non ne sapevo niente, di tutto il can can che c'era intorno a queste Zone Umide, così mi chiedo se, a proposito di odori, un pò di fiuto ce l'ho anch'io.



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