12 gennaio 2011

C'è una certa poesia

C'è una certa poesia che ti ferma il respiro; non ti permette di continuare a lavarti il viso la mattina come se nulla fosse, ti ferma a fissare il tuo sguardo nello specchio; non ti permette di continuare scrivere comunicazioni al commercialista, ti fa scivolare il pensiero di lato, immobilizzando le dita sulla tastiera. Passato, presente, futuri, paure, desideri, emozioni, sfioramenti, fili d'erba, odori lontani, rimpianti e piccoli passi. C'è una certa poesia che non ti permette di fingere che non ci sia, e ti eleva in un attimo a movimenti di anima universali, ti unisce al mondo e ad ogni uomo, alla vita, alla morte, alla foglia, al vino rosso, allo struggimento, alla pietà, alla sabbia.
C'è una certa poesia che si fa riconoscere, e si tramanda, non nelle righe dei libri, ma nei segni del tempo che si prende.
Questo pensiero è mosso da una infinita ricerca di poesia elevatissima di una giovane delicata di nome Virginia Como, che ringrazio ogni giorno.

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