7 gennaio 2011

Vederti nuda è ricordare la terra.


Vederti nuda è ricordare la terra.

Questo è il primo verso della poesia "Casida della donna coricata " di Federico Garcia Lorca. In questo inizio di poesia, dice con sei parole quello che vorrei mi dicesse in una vita l'uomo che mi ama.


Granada, 1898. Nasce Federico Garcia Lorca, poeta e uomo popolare e angelico. Lo amo molto, per la sua carnalità e splendore, per la capacità di ascoltare le voci interiori che lo ha reso cantore di ogni cosa esistente: la vita, la morte, l'amore, gli alberi, la sua chitarra, la sua tristezza. Che ardore nella contemplazione della vita, che intensità e appetito del vivere.

"la grazia e il genio, il cuore alato e la cascata cristallina" ha detto di lui Neruda.

Ingenuo e teatrante, universale e intimo, timoroso e audace, singolare musicista, splendido attore muto, solare e gentile.
Se vivesse ora lo andrei a cercare, sarebbe un pellegrinaggio di cui non mi priverei.
In treno, con qualche diario da riempire, la mia Nikon per raccontare in bianco nero la strada che mi porta a lui.
Lo ascolterei parlare e lo guarderei muoversi, semplicemente e frugalmente come mi immagino farebbe da grande vecchio. Forse gli chiederei come è nato in lui quel verso, quel verso così semplice come grandioso, che racchiude un universo. Vedere (io vedo, ti guardo, i miei occhi sono su di te), te (proprio te, donna mia, donna che vorrei mia), nuda (che ti doni a me, nuda, con le tue colline, le valli e i crepacci), significa non solo vedere, ma ri cordare (una memoria atavica e interiorissima dalla quale siamo nati tutti) la terra, madre generatrice, compagna dei nostri piedi quando camminiamo, nostalgia della nostra lontananza, materia dove germinare i frutti.
Mio caro Federico, sei stato un compendio dell'amore e della Spagna, dell'elevazione spirituale e della polvere popolare. illuminante e profumato, nei tuoi versi, come un cespuglio fiorito.
La tua vita, un furor lieve d'amore e passione, patria e e ribellione, fino alla tua morte, nel 1936.
Mio caro Federico, uomo di Spagna, terra e sangue, visioni e passione.

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