17 gennaio 2011

la notte in mezzo

Donna addormentata (Pablo Picasso)
Negli anni si impara che è meglio non mettere mai una notte in mezzo tra quello che vuoi dire e quello che credi vorrai dire domani.

Ormai questa consapevolezza è assimilata, ma ancora non riesco a metterla in pratica se non in piccole azioni, piccolissime.

Procrastinare [pro-cra-sti-nà-re] (procràstino) lett. Rinviare a un altro giorno con il fine di temporeggiare.

La mia mente viaggia dal domani all'altro ieri, s'appiglia ad azioni abitudinarie e necessarie, vagheggia di desideri e rimpianti. Tutto per sfiorare appena ciò che so essere saggio, essere nel presente, fare ciò che so di dover fare in quel momento.

Quando si è bambini o ragazzi, il domani è ovvio, è la mattina dopo una notte che dura un battito di ciglia. Da bambina mi lamentavo della brevità della notte, in cui non riuscivo a godermi il calore delle coperte e il piacere di starmene rannicchiata. Chiudevo gli occhi , solo il tempo di pensare che lo stavo facendo, forse un paio di pensieri veloci, lì a seguire, e oplà, la mano della mamma sulla fronte mi svegliava sottovoce, avvisandomi che era mattina. Mi irritava l'immediatezza della notte da ragazza. Allora non aveva alcun senso non rimandare a domani qualsiasi cosa, il domani non aveva dubbi e arrivava chiudendo gli occhi un solo momento.

Adesso non è più così, è una salita l'addormentarsi, ho imparato anche che una serie di piccoli rituali ( che prima guardavo in altri distaccata) facilitano l'ingresso nel sonno, come uno scivolo lento. E poi inizia la traversata, girarsi, riemergere dal sogno, rendersi conto che sono le tre, poi sono le quattro e venti, poi qualche uccellino, forse si fa mattina. Quando l'insonnia prende coraggio addirittura la notte s'allunga e raddoppia.

Allora si, che ogni notte è un viaggio, contiene più vite, più mal di schiena, più sete e più incognite. Si prende tutto il tempo che vuole per farmi pensare, ad ogni cosa, amplificando le emozioni fino a farmi battere il cuore più veloce.

La notte è come una seconda vita, che mi assorbe e mi insegna le stagioni e il tempo giusto per le cose. Una piccola scommessa quotidiana su quello che cerco stupidamente di rimandare e quello che domani vorrò o potrò dire o fare.

1 commento:

  1. "La notte è come una seconda vita, che mi assorbe e mi insegna le stagioni e il tempo giusto per le cose".

    che bello leggerti, Carosè.

    A.

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