3 agosto 2008

Celo, celo, manca

Atmosfera di casa di domenica mattina,
il sole non ancora troppo forte entra obliquo dalla terrazza,
una leggera corrente d'aria pulisce l'aria della notte
e sparge l'aroma di caffè nel corridoio.
Accendo musica leggera che si spande allegra.

Se fumassi, fumerei.
Ma non fumo.
se avessi un cane, mi metterei le infradito e lo porterei a fare un giretto.
Ma ho un gatto. Gli faccio una carezza sulla testa tonda.
Prendo il cartoccio dei cereali e vado fuori scalza, sgranocchiando,
a salutare pure le piante, quanto vi ho trascurato quest'estate, ragazze mie.
Se fossi volonterosa, ora imbraccerei le cesoie e vi tagliereri i capelli.
Ma non le trovo in giro.
Che razza di mare si vede stamattina da qui. Se fossi un gabbiano volerei via, sui tetti planando fino al mare.
Ma non ho le ali. Accidenti, non ho le ali.
Ho fame e i cereali non mi bastano. Se avessi le uova fresche me le farei strapazzate. Guardo nel frigo.
Ma non le ho.
Il mac è già pronto che tintinna con qualche mail arrivata ieri sera.
Se fossi seduta lì davanti, risponderei.
Ma sono in piedi.
Gironzolo, con una serenità fragile e ancora un pò addormentata.
Se il mio uomo dormisse ancora,
andrei a svegliarlo piano facendogli l'amore.
Ma lui non c'è.

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