29 agosto 2008

Scegliere un pasticcino

Da qualche giorno ci sono degli impedimenti tecnici che mi bloccano sull'esternazione bloggara.
Uno è il falegname
che sta costruendo una libreria (un'altra? cioè in casa mia entra un'altra libreriaaa?) e deve aver toccato qualcosa del modem che non funziona più così tanto bene. Praticamente devo stare con il mac a un centimetro dal modem, che però è wireless.
Risultato. Entro anch'io nell'orbita vorticosa dei campi magnetici, i capelli diventano vivi, i pensieri si aggrovigliano, internamente al mio sangue sta avvenendo una mutazione genetica. E anche nel mio linguaggio (viste le nuove parolacce inventate) germogli inaspettati hanno il sopravvento sui termini usualmente conoosciuti. Pirca Motteria (solo un esempio).

Un altro è l'affollamento
Non di persone, ma di cose in testa. Quando ho troppi pensieri da dare in pasto al blog, non so scegliere. Mi metto di fronte alla vetrinetta dei dolciumi e comincio a guardare il piccolo bignè morbido, poi scorro verso la bavarese mignon al limone, no, forse un classico strudel mi sistema la voglia di dolce. Ma guarda là, la povera sacher, tutta sola. Altolà, il cannolino. E spesso esco senza aver preso niente, come i bambini capricciosi.

Un altro è skype
Si, perchè nella mia vita piuttosto impegnata quando alla fine della giornata mi metto lì, computer alla mano e mezzoretta prima di crollare. Dlin, mi chiama uno, dlin, mi chiama l'altro, insomma anche i miei amici ecc, hanno il diritto di parlare con me, e io il piacere di farlo e una cosa tira l'altra, un libro che ho letto, e un consiglio d'amore, un'ipotesi di nuovo, libro, una ricetta di cucina... trac, si fa tardi. E i miei buoni propositi di post, oltre che dissolti nel pre sonno (pericolosissimo_ ma di questo scriverò un'altra volta), si sono aggrovigliati e non li distinguo più.

Vabbè questo lo posto, se no esco di nuovo dalla pasticceria senza niente.

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