26 agosto 2008

Il corpo sta alla terra come il cuore all’addio

Il corpo sta alla terra come il cuore all’addio

bestie intrecciate che si appartengono per destino
nonostante la lotta.
Prima si perde il sonno, poi i capelli, poi
tante parole fino a io, quella che tiene tutto.
Dopo dilaga l’urlo che stava quieto per educazione,
si rende l’anima al cielo da cui cadde – sei animale,
sei pronto.
C’è un ordine, in ogni morire, che conquista.

Di che cosa ragiono? Più di nulla,
prevedo i temporali,
lascio che l’autunno mi riguardi, resto fuori,
faccio equazioni fino all’alba
tra un’aquila e uno specchio, scommetto
di tramutare un sasso nel sasso di sempre
sotto gli occhi degli altri,
che ogni cosa sia la stessa cosa se la guardo.
Sento che è poco,
voglio che sia meno.
Sognare un ago immenso che cuce inutilmente il cielo.

2 commenti:

  1. Un’aquila si tiene nei miei occhi
    che se guarda la gente
    io vedo i loro corpi così soli
    a scaldare le soglie della vita
    e come stanno buoni nella pena,
    quanta paura trema in ciò che vive

    ...
    Una volta nel blog mettevo sempre ossessivamente i link alle fonti. Deformazione professionale. E invece è così bello che soltanto chi viene colpito da una certa vibrazione la percorra, mosso dalla curiosità, alla personale ricerca della fonte.
    Bre', è tutto.

    b.

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  2. Si, vero. E' così bello.
    Credo sia l'unica cosa che deve fare la poesia. Vibrare e far fermare un attimo in più chi la legge.

    A.

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