29 agosto 2008

WWWWWWWOOOOOOWWWWWWW herbie hancooooock

(herbie hancock - wiggle waggle)

sssstasera jaaazz...

Chiusa dentro le orecchie, tutti fuori!

Braccia braccia che sbattono che sbattono lungo i fianchi, a ritmo, nessuna richiesta più da fare a un telefono frettoloso. Immagini di un pezzo di estate da navigante, tra scogli e gente, ambienti. Emozioni che sfondano porte, lacrime che scivolano, rigore che cerco, respiro che trovo, piano piano. Forte forte. Sera alla sagra dei ciba ciba festival, con il parcheggiatore delle ginestre con le basette lunghe che sembra il cugino di Starsky e Hutch e che mi guarda da lontano mangiando salsicce. Mia nipote di un anno e mezzo che si aggrappa al mio collo nella folla e ci sporchiamo tutte di gelato all'arancia e la sua piccola bocca profumata si scontra con la mia e nessuno ci vede e ridiamo e io sono felice e un bambino piccolo è profumato come un gelato. E io ho voglia di fare un altro bambino e questa voglia segreta nessuno me la toglie e mi vergogno pure un pò a dirla a chi non la capisce. Perchè c'ho una vita dentro che è un torrente, carico, carico, con decine di affluenti e perdite e canaletti e rivoli che vanno alle radici degli alberi accanto, che danno da bere agli animli del bosco, che fanno crescere i funghi. Poi mi vedo alla conferenza stampa della mia rivista nuova di zecca con la gola chiusa dall'emozione e che faccio coraggio alla mia compagna di ventura e poi non c'è mica tanta gente e poi i nostri genitori ci guardano con occhi liquidi, ma quanti esami di maturità si fanno nella vita, e però poi siamo così orgogliose di quello che abbiamo fatto che le persone si dissolvono e ci siamo solo noi, due amiche, due donne con i coglioni, il nostro lavoro, le nostri giornate a fotografare a pensare a parlare a correggere. E poi mi vedo che saluto il mio uomo, occhi di giada, ancora una volta. E faccio la forte e mi dico tanto torna, e torna sempre lo so, ma ogni volta che va via il tempo si allunga e le cose sono più difficili e vorrei dirglielo e non glielo dico. Che poi lo so che lo sa. Che incontro persone, che la vita mi scoppia dentro, che vedo persone, che i miei occhi non ce la fanno più a stare chiusi e le mie orecchie hanno bisogno di sentire sussurri d'amore, e promesse che non si sa se si mantengono ma intanto si sognano e sogni, si i sogni, e i progetti che sono il vinavil dei cuori. E quello stronzo del mio ex che ogni tanto si rivolta nella sua tomba di bugie, torna su, stai giù, faccia terra, e lasciami vivere serena, incasinata, in cerca, sempre in cerca. Ci sono io poi che accompagno in farmacia Sveva per fare i buchi ai lobi per gli orecchini, ma quanto bene si può volere a una figlia che cresce, e ha paura ma a undici anni non può più piangere per una cosa così e allora mi guarda, ma come mi guarda, ancoràta ai miei occhi, in attesa dello sparo. In poi cucina dei miei che taglio i capelli a mia zia che sta per perderli tutti e tagliarli sembra che le faccia coraggio e glielo diciamo tutti, ma non è mica tanto così e mentre taglio i capelli, maledico quella stronza malattia e lei, di nascosto piange. E io voglio vivere, vivere. Ed esco da quella casa correndo giù per le scale e mi ci butto con i sandaletti nella vita. E questo wiggle waggle sembra il ritmo di una vita, e io lo metto in loop così mi sembra che non finisca mai e provo a scrivere al ritmo forsennato di questo jazz sollevato dalla tastiera. Quest'uomo nuovo poi con gli occhi chiari che parlano di grandi cambiamenti che maturano al sole, si comporta benissimo, lo so e lo so che lo sa che lo so. Ci sono tempi e non sempre i tempi sono amici. La mia amica lontana, lei non è mica fuori, neanche lei, è in questo vortice di anime sparse dentro di me e immagini, ma le sue spalle appaiono sempre alla mia porta e non importa capirsi con la testa, sono le presenze che ci confortano. La scoperta lenta e in discesa di un nuovo amico, una conferma tra le conferme, cazzo l'amicizia, l'amicizia, l'amicizia. Miele dai fichi. Le confidenze e la facilità con la quale si trova una persona affine,  e quando è affine è tutto semplice, e le parole scorrono via come perle e tutto è naturale ovvio, naturale e ovvio come acqua. Acqua del mare, acqua del bicchiere, acqua del corpo, acqua del desiderio, acqua della nascita, acqua del lavarsi denti, dell'innaffiare le piante, degli spaghetti, delle mani lavate, profumate. Oggi la sento si, ma oggi la sento di meno, la paura.

(29/08/08)

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