15 settembre 2008

Conosco un uomo matrioska.

Conosco un uomo che ha il volto sfumato.

Conosco un uomo che si muove da ragazzo e un ragazzo che a stento tiene dentro un bambino. Corre dietro alle immagini della sua fantasia, calvalca draghi e combatte con mostri e lottatori, insegue nani nei labirinti, e cade in tranelli nascosti. Ama da lontano, come i cavalieri medievali, si mescola a un circo immaginario di animali e si accoccola accanto a loro, nei campi d'estate. Canta quando è triste e canta quando è allegro. Le canzoni lo portano sulle onde dorate dei conigli, cavalli e cani e dei giochi, dei campi e degli amori mai raggiunti.
E' un bambino grande, è un uomo bambino.

Conosco un ragazzo che ha il volto che cambia. Cambia nei giorni, nuvolosi e attesi, negli occhi neri di una donna che lo tiene a distanza, redini tirate, di una donna bambina che non cresce per scelta e lo trattiene senza tenerlo, con un soffio di lava.

Conosco un bambino che è grande come un fiore gigante dentro un piccolo vaso.
Conosco un uomo, ragazzo, bambino. Uno dentro l'altro, uno fuso con l'altro, in una sfumatura argentea che continua a divenire.

Conosco un bambino che è sempre stato uomo e un un uomo che spero sempre sarà bambino.
L'ho visto ma non da vicino. Lo intravedo da lontano e mi piace così, tra una favola e un gioco, un progetto e un travaglio, un libro e un pensiero.

Mi piace conoscere senza toccare, sorridere senza colpa, e vedere le stagioni che cambiano. Credo che questo
autunno arrivato, porti anche lui con il vento.

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