22 settembre 2008

Grigio















Amara questa domenica. Perchè il grigio è amaro per me.
Ieri era tutto grigio. Anzi tutto era spruzzato di grigi diversi.

Il mare, innanzi tutto. Grigio plumbeo, e nelle arricciature, di perla.

Il cielo, appena lì sopra. Grigio alluminio, e certe nuvole che correvano pesanti si portavano acquarelli di fumo di londra.
Gli elementi che muovo, quando c'è qualcosa che mi muove.

Intorno, la pietra. Arenaria grigia come il sale grezzo. Aspra e tagliata, come grani di sale immensi.
Davanti agli occhi. Capelli ventosi, tempestati di grigio maturità.

Quando tutto è così grigio, che anche le chiome degli alberi perdono saturazione, che il rosso delle insegne dei bar si spegne, il giallo dei cartelli stradali si siede, e addirittura il celeste degli occhi celesti si ferma,
lontano, vicino, sfiorante, stringente, il grigio scende dentro.

Tutto rallenta. E lascia passare, con gesti lenti di antico gentiluomo, la cosa giusta da fare.

3 commenti:

  1. Oh come ti capisco, grigio fuori e speriamo non grigio dentro, per fortuna ho stoppato la mia capillarità al grigio. Una specie di battaglia personale, che è culminata, ultimamente, nel sito di cui ti ho parlato su face e di cui non posto il link qui, perchè è una chiacchierata tra amiche e non un tag pubblicitario. Cmq, se ti capita, prova a leggere la home page, direi che un pochino di te, ovviamente moooolto meno poetico, lo potresti trovare. Vedi che aveva ragione il mio istinto? Vale sempre la pena conoscere persone intelligenti e molto diverse.
    Buona giornata! Fuori dalla finestra è tutto grigio, ma il mio sole interiore splende dei colori dei caraibi ed anche casa mia devo dire...
    Carlotta

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  2. il rosso delle insegne dei bar si spegne
    il giallo dei cartelli stradali si siede
    il celeste degli occhi celesti si ferma

    Maestra. Per fortuna che c'è il grigio, ogni tanto. Non ci accorgeremmo nemmeno del giallo, se ogni tanto non si sedesse per una boccata di fumo di londra.

    B.

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  3. grigia è quella coperta che è tornata ad avvolgermi e ha sancito l'arrivo della "bella stagione", la stagione della riflessione, del riposo dopo il pranzo della domenica, dell'introspezione, del "chi sono?" e del "dove sono?", dello spazio per il silenzio, del caldo del piumone e del freddo se non ci sei

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