10 dicembre 2010

Nuda

Oggi vorrei celebrare la nudità dell'essere. Costa molta fatica all'anima spogliarsi realmente, di fronte a dolori e difficoltà. La maggior parte delle persone glissa, schiva, omette, non affronta. Immergersi nella realtà di emozioni e paure è violento e pericoloso. La deriva è una nausea che prende, la mancanza di appigli porta l'acqua alla gola. Chi rimane avvolto da bucce di neoprene, apparentemente traslucide e perlacee, ma in realtà idrorepellenti, dà di se la percezione di solido e resistente.
In realtà non c'è. 
Perchè essere è denudarsi, immergersi nell'acqua nera, lasciarsi pervadere, sentirsi perduti, rischiare ogni cosa.
E infine riemergere, più pieni, più ricchi, più veri.

foto di Francesca Woodman














Nuda
Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, strade di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l'estate in una chiesa d'oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t'addentri nel sotterraneo del mondo.
come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.
(Pablo Neruda)

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