9 dicembre 2010

Ritratto di donna


Potessi racchiudermi in un capitolo, finirei in un libro di esoterismo. Posizionato in qualche scaffale in alto, dopo aver spaventato il lettore più volonteroso. Io donna, come altre donne. Voi donne come altre lune.
Maree che non rispettano i tempi, stagioni di qualche giorno, ore che durano minuti, notti luminose e giorni bui. 

Nelle mani mi trovo la possibilità del tutto, nelle vene una ribellione che non so da dove viene, nè dove mi porterà. Come travasare una pianta pesante, le mani nella terra, l'umido sotto le unghie, lo sporco in giro, il peso di tirarla su, metterla in centro, tenerla su dritta, con le dita intirizzite che fanno male dal freddo. Prendere a manate altra terra, mettercela lì, di fianco, premerla forte, perchè sia di sostegno. E poi altra là dietro e poi un po' davanti. Nella speranza che a un certo punto, lasciata lentamente la presa sul tronco, la pianta dapprima incerta, traballante, poi dia segnali di stabilità, s'assesti sul suo stesso peso, accetti quella terra nuova sotto e intorno, sua nuova casa.

Per darmi un respiro di pace, leggo questa poesia, che mi è stata inviata stamattina via mail, da un uomo stranito dall'essenza di donna. La poesia si intitola Ritratto di donna ed è della mia amata poetessa polacca Wislawa Szymborska.

donna di Schiele
http://www.leopoldmuseum.org/index_en.html












Ritratto di donna

Deve essere a scelta.
Cambiare, purché niente cambi.
È facile, impossibile, difficile, ne vale la pena.
Ha gli occhi, se occorre, ora azzurri, ora grigi,
neri, allegri, senza motivo pieni di lacrime.
Dorme con lui come la prima venuta, l'unica al mondo.
Gli darà quattro figli, nessuno, uno.
Ingenua, ma ottima consigliera.
Debole, ma sosterrà.
Non ha la testa sulle spalle, però l'avrà.
Legge Jaspers e le riviste femminili.
Non sa a che serve questa vite, e costruirà un ponte.
Giovane, come al solito giovane, sempre ancora giovane.
Tiene nelle mani un passero con l'ala spezzata,
soldi suoi per un viaggio lungo e lontano,
una mezzaluna, un impacco e un bicchierino di vodka.
Dove è che corre, non sarà stanca?
Ma no, solo un poco, molto, non importa.
O lo ama, o si è intestardita.
Nel bene, nel male, e per l'amor del cielo!

(W. Szymborska)


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