16 dicembre 2010

Sono una feticista sentimentale ( ovvero la scatola della nostalgia)


Sono una feticista sentimentale. Cito testualmente da Wikipedia:

In etnologia si definisce feticismo una forma di religiosità primitiva che prevede l'adorazione di feticci, ovvero di oggetti - spesso manufatti antropomorfi o zoomorfi - ritenuti dotati di poteri magici.
Il termine di fétichisme fu impiegato per la prima volta dal filosofo e linguista francese Charles de Brosses nel 1760.
Il feticismo dagli antropologi evoluzionisti era ritenuto come uno degli stadi più primitivi della religiosità umana, ed era considerato una variante dell'animismo: in realtà si è visto in seguito come le due pratiche religiose si distinguano sotto numerosi aspetti.


Ecco. Alla rottura di una relazione amorosa, che sia stata io a volerla o io a subìrla (la rottura, non la relazione), sono sempre stata quella che al più presto volevo ridare indietro al legittimo iniziale proprietario tutte le cose ricevute o ereditate lungo la via.
Cose preziose, regali significativi o stupidaggini importantissime, dimenticanze, calze finite in fondo alla cesta da stirare accessori consunti. Pantofole, tazzine con il suo segno zodiacale, piatti, pigiamini e vecchie felpe, decanter e martelli. Tutto al loro padrone. Una scatola e tutto out.
Alcune donne optano per la spazzatura, magari con lancio dalla finestra. Ma io no. La prendo seriamente questa azione, è un rituale che è necessario per sottolineare sia il mio spazio abitativo nuovamente intonso, sia per ricordare a lui cosa aveva da me, i significati, i gesti, il nostro vissuto. Un rito, soprattutto quando sono io a soffrire di più, che dice: ma guarda cosa c'era tra noi...
Certo volte accade subito, a caldo, nel dolore acuto. Altre volte dopo un pò, a serenità già percepita.
Altre volte, lo ammetto, magari inconsapevolmente è stata proprio un'azione di disturbo emozionale la mia, volevo scuotere, volevo agitare, volevo far percepire, mi perdi davvero sai, stai male anche tu, un pò.
Certe volte, piangendo, ho inscatolato gli oggetti più disparati, talvolta anche alcuni regalini fatti in momenti di gioia romantica. Lo so, è brutto. Ma lasciarsi, forse, non lo è?
La reazione alla restituzione non l'ho quasi mai vista in diretta, essendo già noi appunto separati. Certo ci sono state telefonate, messaggi con molti puntini di sospensione, mail di rammarico, cose così, che io chiamo di DAD (dolorosa accettazione di dolore).
Ma l'espressione del viso, il battito del cuore, il respiro che si ferma un istante al rinvenimento della scatola della nostalgia, quelli no, mai visti in diretta.
Del resto, sono stata sempre mittente, mai destinataria, di scatole del genere. Di solito gli uomini che ho perso, hanno preferito tenere le nostre cose ricordo, custodendole gelosamente.

Fino ad oggi. Oggi le ho provate io, le emozioni del destinatario.
Oggi che ho ricevuto un dono ingombrante simbolico, e babbo natale non c'entra, credo.






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