22 dicembre 2010

paura, relazione e meditazione

Solo con la meditazione l'amore comincia a prendere nuovi colori, nuove musiche, nuove canzoni, nuove danze. Perchè la meditazione ti dà l'intuizione per comprendere la polarità opposta, e in quella comprensione il conflitto scompare. Tutti i conflitti del mondo sono dovuti a fraintendimento.
(Osho, Beyond Enlightenment)

Per fortuna o purtroppo, non sono stata abbastanza semplice da non entrare nel conflitto. Potevo quindi scegliere se rimanervi o superarlo. Per rimanere nel conflitto potevo continuare a gironzolare nei miei motivi, dando colpe all'esterno, accentuando il mio punto di vista e non vedendo l'altro.
Potevo invece superarlo, comprendendo l'altro, nel rispetto di profonde differenze d'essere. Scegliendo magari di non condividerne aspetti importanti, ma rimanendone indipendente.


Non l'ho fatto. Una centrifuga di amore/bisogno/paure/istinti si è impossessata passo a passo di me, facendo del male alla me stessa relazionale e alla me stessa individuo.


Da allora medito, troppo poco rispetto a quanto mi farebbe bene, ma cerco di farlo. E' una gioia e un'oasi di espansione rigenerante e delicata quanto forte.
Mi sta facendo comprendere quanto tutti siamo profondamente diversi e profondamente uguali. Dipende dagli sguardi che abbiamo.


Queste riflessioni sono nate rileggendo qualche pagina di un vecchio libro che sta nella torre precaria di libri accanto al mio letto. Il libro, dell'Economica Feltrinelli, è "A tu per tu con la paura" di Krishnananda.

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