9 marzo 2008

Primo dell'anno

Ho aspettato senza saperlo, questo momento.
Questo è un momento f e r m o.
Sono seduta sul divano e cerco di respirare con calma,
lentamente, per dar modo alle onde di ansia di appoggiarsi
piano sul terreno,come grossi fiocchi che toccando la terra
tiepida si sciolgono sparendo. Sento il lontananza una
sirena, sarà qualcuno che corre a salvare qualcun altro
in qualche luogo, ma è così lontana e flebile che forse
non esiste. Forse è solo un mio sotterraneo desiderio,
che qualcuno mi venga a salvare, in qualche luogo.
I miei ragazzi sono via, le feste sono terminate,
i fili dell'anno sono tirati in un piccolo nodo,
dovrebbe significare qualcosa, in questo momento mi sembra
solo un piccolo nodo di filo da cucire.
Non ho la sensazione di un inizio. Ho i nervi del collo
tesi, stamattina ho preso una pastiglia di quelle che
non prendevo da tanto. Tu sai quali. Quelle di cui ho
paura quasi a parlarne. Così il mio collo si tende un po',
la nuca è leggermente più irrigidita. Mi sembra che sia
stato necessario stamattina, perchè il soldatino aveva
bisognodi un bastone in più, per rimanere dritto e
resistere alle sferzate del vento.
Quanto ti ho trattato male. Mi dispiace, lo so che lo sai.
Ma ad un certo punto ho sentito una bambina dentro di me
che non voleva neanche piùascoltare, si tappava le orecchie
e faceva bla bla blaaaa fortissimo. Volevo spazzare via
tutto e tutti. Volevo silenzio e accucciarmi a lasciar
passare sopra di me il tempo e il freddo.
So che sei un uomo che capisce. So che sei felice ora.
E io lo sono per te.L'uomo che sembrava volermi a tutti
i costi, che sembrava disposto a tutto per riavermi,
ha ancora paura. Paura di catene, paura di non poter
avere altre donne,paura di dover dimostrarmi ogni giorno
le parole che ancora non escono dalla sua bocca.
Ma non importa, non è per questo che ti scrivo, oggi.
Strappo con le dita aperte dal panettone i pezzi di
canditi rimasti,quando nessuno mi vede faccio quello che
dico ai bambini di non fare. L'albero davanti a me cerca
disperatamente di far vedere un po le sue lucine,
ma il sole tagliente gli batte proprio addosso.
E con il sole non si può vincere.
Volevo solo dirti ciao, mentre scrivo a qualcuno
che non c'è mai stato eppure c'è ancora.
Buon anno amico mio.

Nessun commento:

Posta un commento