6 marzo 2008

Treviso

Non che Treviso sia una meta di vacanze o meriti una guida turistica, ma per gli ignari è comunque il caso di sapere alcune cose che visto con i miei occhi. Tipo le donne trevisane. Vi prego, donne trevisane, non conosco nessuna di voi, non odiatemi dai vostri stivali portati in agosto con i bermudini firmati. Io dico cosa ho visto, passeggiando in bici per le belle stradine. Cercavo di correre dietro a XY (di cui non farò il nome per non svergognarlo, a non so neanche il perchè) con la bici per l’ennesima volta. Del resto, se vivi lì, cosa cavolo puoi fare se non un giretto in bici, uno spritzetto, un giretto a piedi a far vedere la mercanzia? E’ un pò tutto piccolino a Treviso, stradine, ristorantini, canalini, mulini, paninetti dal Biffi con la porchetta, biciclettine. Le uniche cose grandi sono gli occhialoni da saldatore e i metri quadrati di pellicce che girano d’inverno. E poi tutti c’hanno la familiare. Forse sono tutti agenti di commercio. O forse si portano tutti figli in gita. Chennesò.
Per il resto, le donne sono abbastanza belle. Cioè, belle... diciamo curate, va. Niente a che vedere con certe calabresi da urlo, ma insomma si danno da fare un casino le trevisane, così si premia anche la fatica. E poi, a parte le fatine commesse (io loro le adoro, di qualsiasi nazione siano, vorrei rinascere commessa), molte nel centro avevano l’aria da marito con l’aziendina (piccolina) “e io invece sto dietro ai figli, sai finchè sono piccoli, non possono comperarsi giubbini norh face da soli, nè andare alla scherma, nè al shiatzi zu zu (mica esiste). Hanno bisogno di una mammina appena uscita dall’estetista quotidiano, con i capelli nè mori mori, nè biondi biondi che se no ci si accorge che sono tinti. No no, è molto meglio qualche striatura dorata qui e qualcuna dorata chiara lì e qualcun altra color albicocca di tre giorni laggiù, si, si, molto meglio. Così sembra che sia naturale. Sta meglio con l’abbronzatura finta (è ovvio, un trevisano onesto è pallido finchè non va a Jesolo, un trevisano disonesto <ce n’è parecchi, credetemi> si fa le lampade e si veste sportivo, così sembra sia sceso dalla barchetta. Tutto fa brodo) il labbro un pò paresato dal botulino in prova, le strisce di colore sul collo, e i quintali di oro sulle mani. E beate quelle che i figli ce l’hanno, perchè se passi la quarantina, Treviso mica è Manhattan, gli uomini sono un pò sempre gli stessi, e se non ti accontenti di finire sui divani delle feste degli amici gay, ti devi dare da fare a prendere uno di quelli delle altre, tanto si sa, un pò di fatica mordi e fuggi, a con un po’ di impegno ti porti il business a casa. Per non parlare poi della categoria: donna/trevisana/oltre la quarantina/figliadipapà/che non lavora per vivere: beh, lì sfioriamo le vette dell'inimmaginabile. Mentre noi povere mortali ci facciamo in tre/quattro/otto (a seconda deola quantità di mariti, figli e genitori pensionati) loro, loro affrontano la mattina in palestra e sudano, mamma mia quanto sudano, per arrivare a sera.
Il mio ex trevisano mi ha detto un giorno (vi risparmio i commenti sessuali perchè vi voglio bene) non è colpa mica di chi è ricco, essere, appunto ricco. Povero cuore TV... certo che non è un peccato mortale. Ma perchè, mi chiedo, non utilizzare una vita agiata per fare qualcosa di un pò più concreto e socialmente utile che saltellare sullo step e fare l'amante con il bicipite d'acciaio?( a cosa serve poi a una 45 enne, un bicipite destro di marmo?)
In compenso per chi ha tanti soldi a Treviso si compra nei negozi chic che è una meraviglia e si mangia bene proprio bene, accidenti. Un chè di borghese falso che ti attanaglia la gola e ti impedisce di inghiottire bene, però la pasta e fagioli con il radicchio è una bontà.
Da portarci gli amici a cena, a patto però di riuscire ad uscirci a fine serata.

2 commenti:

  1. è sempre un piacere leggerti
    sei sempre acuta e stavolta anche divertente..
    geo

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  2. Questa è una delle recensioni più interessanti su Treviso sono stato in grado di leggere. Mai pensato di analizzare dal punto di vista ragazzi. Buon lavoro!

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